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Big Van Vader

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Big Van Vader
Image
Vader nel 1997
NomeLeon Allen White
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
Luogo nascitaLynwood, California[1]
14 maggio 1955
MorteDenver, Colorado
18 giugno 2018
Ring nameBaby Bull[1]
Big Van Vader[1]
Bull Power[1]
Leon White[1]
Super Vader[1]
Vader[1]
Residenza dichiarataBoulder, Colorado
The Rocky Mountains[2]
Altezza dichiarata193[2] cm
Peso dichiarato204[2] kg
AllenatoreBrad Rheingans[1]
Debuttogennaio 1985[1]
Progetto Wrestling

Big Van Vader o Vader, pseudonimo di Leon Allen White (Lynwood, 14 maggio 1955Denver, 18 giugno 2018), è stato un wrestler statunitense.

È stato attivo tra Stati Uniti e Giappone prevalentemente durante gli anni ottanta e novanta, quando combatteva nelle federazioni New Japan Pro-Wrestling, World Championship Wrestling, World Wrestling Federation e All Japan Pro Wrestling. Specializzato principalmente nel ruolo di monster heel, in alcune fasi della carriera ha anche combattuto come face.

Soprannominato "The Mastodon"[1], era un peso massimo dalla mole imponente ma dotato di qualità atletiche, che gli consentivano di eseguire frequentemente sia manovre aeree come il Vadersault che prese di potenza.

Tra i tanti titoli vinti spiccano tre WCW World Heavyweight Championship, tre IWGP Heavyweight Championship e un WCW United States Heavyweight Championship. Anche se non ha mai detenuto il WWF Championship, ha combattuto in molti main event sia in pay-per-view che in show televisivi che lo avevano in palio.

Le riviste specializzate Wrestling Observer Newsletter e Pro Wrestling Illustrated lo hanno nominato "Wrestler of the Year" nel 1993 e nel 1996, ed è stato anche inserito nella Wrestling Observer Newsletter Hall of Fame.

Football americano

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Durante il periodo delle scuole superiori giocò a football americano come linea offensiva e vista la promettente carriera, decise di iscriversi alla University of Colorado (dopo essere stato cercato da più di venti altre università) per cercare di intraprendere la carriera da professionista. Nel 1978 venne scelto dai Los Angeles Rams nel terzo round del Draft NFL, ma poco tempo dopo, nel maggio del 1978, un serio infortunio ad una gamba mise fine alla sua carriera.[3] Iniziò quindi a lavorare come agente immobiliare.

Carriera nel wrestling

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American Wrestling Association (1985–1987)

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Mentre si allenava in palestra venne avvicinato da un uomo che si ricordava di lui ai tempi del football al college e che gli suggerì, data la sua imponente stazza, di provare a diventare un lottatore di wrestling. Allenato da Brad Rheingans, ebbe la sua prima occasione di rilievo in ambito nazionale nella American Wrestling Association. Combatteva con il ring name "Baby Bull", in seguito cambiato in "Bull Power". Durante questo periodo fece esperienza ed affinò le sue abilità sul ring. Lottò anche un match contro Stan Hansen per l'AWA World Heavyweight Championship.

New Japan Pro Wrestling (1987–1992)

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Dopo aver lottato nella All Japan Pro Wrestling e visti i buoni risultati, Giant Baba gli offrì un contratto con la New Japan Pro-Wrestling nel 1987. White cambiò nuovamente ring name, passando a Big Van Vader, nome ideato da Antonio Inoki, proprietario della federazione, e iniziò ad indossare una maschera. La sua nuova identità venne studiata da Inoki basandosi sulla figura mitica del forte omonimo guerriero presente nel folklore giapponese.[4] Venne presentato come nuovo membro della stable "Takeshi Puroresu Gundan" diretta dal manager Takeshi Kitano, e White faceva la sua minacciosa entrata indossando un grosso ed ingombrante copricapo-maschera di colore nero che sputava fumo ai lati della testa. Dopo un match nel quale Riki Chōshū aveva affrontato Inoki, perdendo, Big Van Vader chiese di avere un incontro con Inoki alle stesse regole, da cui uscì vittorioso. Questo portò alle forti proteste del pubblico favorevole ad Inoki, risultanti nell'interdizione della New Japan dalla Sumo Hall fino al 1989 a causa dei disordini accaduti.

Dopo aver vinto la finale di un torneo ad otto partecipanti contro Shinya Hashimoto, vinse l'IWGP Heavyweight Championship. Il 25 maggio, un mese dopo essere diventato campione, perse la cintura in favore di Salman Hashimikov. Il 10 agosto rivinse per la seconda volta il titolo e poco tempo dopo, partì per l'Europa, dove lottò sotto il vecchio nome "Bull Power" contro Otto Wanz e vinse anche il CWA World Heavyweight Championship. Continuò a combattere tra Giappone ed Europa, difendendo con successo i due titoli.

Nel novembre 1989, andò in Messico e lottò contro El Canek nella Universal Wrestling Association in un match valido per l'UWA World Heavyweight Championship. Sconfisse anche Canek, guadagnandosi così il terzo titolo detenendolo per circa un anno.

Nel febbraio 1990, lottò contro Stan Hansen durante un evento che contrapponeva i wrestler della All Japan Pro Wrestling contro quelli della New Japan Pro-Wrestling. L'incontro tra i due fu molto violento e Vader si infortunò seriamente ad un occhio (il bulbo oculare gli uscì dall'orbita) ma riuscì comunque a prevalere. I suoi ripetuti successi generarono una certa attenzione nei suoi riguardi da parte della World Championship Wrestling, che lo convinse a lavorare per loro anche se era ancora attivo come IWGP Heavyweight Champion.

Il suo primo match in WCW ebbe luogo il 7 luglio 1990 a The Great American Bash, dove sconfisse "Z-Man" Tom Zenk in due minuti. Allo stesso tempo, iniziò una faida con Stan Hansen nella All Japan Pro Wrestling. Circa due settimane dopo, andò in Europa e sconfisse Rambo nella finale di un torneo indetto per l'assegnazione del vacante CWA World Heavyweight Championship. Nel gennaio 1991, sconfisse Tatsumi Fujinami e diventò IWGP Heavyweight Champion per la terza volta. Il regno da campione però durò poco, in quanto il 4 marzo perse la cintura in un rematch contro Fujinami. Poi Rambo gli strappò anche il titolo CWA World Heavyweight Championship il 6 luglio 1991. A quel puntò firmò un contratto con la World Championship Wrestling.

Il 1º marzo 1992 insieme a Bam Bam Bigelow vinse l'IWGP Tag Team Championship battendo Hiroshi Hase e Keiji Muto.[5] A maggio si scontrò con The Great Muta, e si infortunò realmente ad un ginocchio. L'infortunio fu la causa primaria per la quale Vader e Bigelow persero i titoli di coppia in favore degli Steiner Brothers dopo averli detenuti per quattro mesi.

World Championship Wrestling (1990–1995)

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Faida con Sting (1992–1993)

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Vader combatteva già nella World Championship Wrestling dal 1990, ma solamente nel 1992 a tempo pieno. Quando diventò a tutti gli effetti un wrestler WCW, a Vader venne affiancato come manager il veterano pluricampione Harley Race, e il 12 aprile 1992 ricevette un match per il WCW World Heavyweight Championship detenuto da Sting. Il match fu molto violento (Sting si ruppe realmente due costole e si incrinò lo sterno), il campione riuscì a mantenere il titolo. Successivamente inizò una faida con Nikita Koloff mentre Sting si riprendeva dall'infortunio e una volta rientrato, il 12 luglio ci fu il rematch a Great American Bash, dove Vader riuscì a conquistare il titolo. Il regno da campione durò però poco tempo, infatti un secondo infortunio al ginocchio lo costrinse a cedere il titolo a Ron Simmons, sostituto di Sting per il match, che era stato attaccato da Jake "The Snake" Roberts poche ore prima dell'incontro.[6] Dopo Clash of the Champions 1992, si sottopose ad un intervento chirurgico per risolvere i problemi al ginocchio.

In seguito al suo ritorno avvenuto a Halloween Havoc 1992, oltre a porre fine alla carriera di Nikita Koloff costringendolo al ritiro per infortunio, Vader spezzò accidentalmente la schiena del jobber Joe Thurman, paralizzandolo per alcune ore.[7] A Starrcade, perse contro Sting nella finale del torneo "King of Cable". Due giorni dopo, sconfisse Ron Simmons riguadagnando il WCW World Heavyweight Championship, che perse l'11 marzo 1993 contro Sting a Londra. Sei giorni dopo, rivinse la cintura in un rematch svoltosi a Dublino, in Irlanda. Nelle settimane successive, difese con successo il titolo contro Davey Boy Smith, ancora Sting e Dustin Rhodes.

A fine febbraio 1993 firmò un contratto per otto incontri con la Union of Wrestling Force International, dove lottò con il nome di Super Vader per problemi di copyright sul nome. A partire dal settembre 1993, si fece chiamare solamente Vader invece di "Big Van Vader" poiché il copyright del nome era ancora di proprietà di Inoki. Lavorò con la UWF per circa due anni e vinse anche il titolo massimo, ma presto uscì dalla federazione per motivi finanziari.

Faida con Cactus Jack (1993–1994)

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Il 17 aprile 1993, Cactus Jack lo sconfisse per count out in un match durante WCW Saturday Night.[8] Foley si ruppe il naso ed ebbe bisogno di diciassette punti di sutura dopo l'incontro.[8] Il match venne pesantemente tagliato per la messa in onda, dato che la WCW non voleva mostrare immagini troppo violente.[8] Nel rematch datato 24 aprile, Vader eseguì una violenta powerbomb su Cactus Jack fuori dal ring, causandogli una temporanea perdita di sensibilità alla mano e al piede sinistro.[9] Dopo la faida con Cactus Jack, si trovò ad affrontare Davey Boy Smith arrivato da poco dalla World Wrestling Federation. I due si scontrarono a Slamboree 1993 in un match per il titolo che Vader perse solo per squalifica mantenendo così la cintura. In seguito Vader e Sid Vicious unirono le loro forze in un team chiamato "The Masters of the Powerbomb"[10] e a luglio lottarono diversi incontri contro Smith e Sting. Cactus Jack ritornò per affrontarlo nuovamente a Halloween Havoc 1993 in un Texas death match, ma fu Vader a vincere grazie all'interferenza di Harley Race.[11]

I due si riaffrontarono il 16 marzo 1994 a Monaco di Baviera, match in cui Foley perse gran parte dell'orecchio destro; la testa di Foley rimase intrappolata nelle corde del ring, le quali, che erano state tese eccessivamente, gli strapparono via parte del padiglione auricolare.[12]

Faida con Ric Flair (1994–1995)

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Il successivo avversario che si trovò di fronte fu Ric Flair, il quale riuscì a strappargli il titolo. I due continuarono a scontrarsi fino a SuperBrawl IV, dove Flair sconfisse ancora una volta Vader, questa volta in uno steel cage match.

Altre importanti faide dell'epoca furono quelli con The Boss, di nuovo Sting, Dustin Rhodes e "Hacksaw" Jim Duggan, a cui Vader strappò il WCW United States Heavyweight Championship.

Nel gennaio del 1995, affrontò l'allora nuovo WCW World Heavyweight Champion, Hulk Hogan, recentemente passato dalla WWF alla WCW. I due si incontrarono a SuperBrawl V, ma il match si risolse in un nulla di fatto a causa di un'interferenza di Ric Flair. Anche un secondo confronto ebbe il medesimo epilogo.

Il 25 marzo 1995, fu privato dal commissioner Nick Bockwinkel del WCW United States Heavyweight Championship, a causa del brutale pestaggio ai danni di Dave Sullivan. Successivamente ebbe una seconda opportunità di vincere il titolo del mondo da Hogan a Bash at the Beach 1995 in un match nella gabbia, ma perse nuovamente. Ricominciò quindi la faida con Flair, basato sulla sua frustrazione per le ripetute interferenze da parte di questi nei suoi match per il titolo contro Hogan che avevano causato la sua squalifica. A Clash of the Champions XXXI, si prese la sua rivincita, sconfiggendo Flair e Arn Anderson in un handicap match. Poco dopo Vader venne licenziato dalla WCW dopo il suo coinvolgimento in una vera rissa con Paul Orndorff negli spogliatoi.[13]

Ritorno nella New Japan Pro Wrestling (1996)

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Il 4 gennaio 1996 a Wrestling World, affrontò l'uomo che otto anni prima aveva lanciato la sua carriera e del quale aveva interrotto la striscia positiva di quattro anni di vittorie consecutive: Antonio Inoki. Inoki aveva cinquant'anni all'epoca, ma il match durò comunque circa 14 minuti prima di terminare con il giapponese vincitore.

World Wrestling Federation (1996–1998)

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Camp Cornette (1996)

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Vader nel 1996

Nelle settimane antecedenti a Royal Rumble 1996, il debutto di Vader nella World Wrestling Federation venne massicciamente pubblicizzato negli show WWF (veniva annunciato come The Man They Call Vader ("L'uomo che chiamano Vader"). La prima apparizione avvenne come partecipante al royal rumble match.Entrò con il numero 13 ed eliminò Jake Roberts, Doug Gilbert, un membro dello Swat Team e Savio Vega. Si scontrò anche con l'altro peso massimo Yokozuna, per poi essere eliminato da Shawn Michaels. In seguito all'eliminazione rientrò sul ring ed iniziò ad attaccare chiunque gli capitasse davanti, incluso Michaels. Nella seguente puntata di Raw sconfisse Savio Vega, per poi aggredire il personale WWF. L'allora presidente della compagnia Gorilla Monsoon gli ordinò di cessare immediatamente questi attacchi insensati, ma in risposta venne colpito duramente. Nella storyline fu sospeso per tale azione (in realtà aveva bisogno di una pausa per un intervento alla spalla).

Jim Cornette chiese vivamente la riammissione di Vader e, appena ritornò, Yokozuna lasciò il management di Cornette. A In Your House 6: Rage in the Cage, intervenne durante un match tra Yokozuna e The British Bulldog, attaccò il primo strangolandolo furiosamente. Quanto accaduto avrebbe dovuto portare i due a scontrarsi a WrestleMania XII in un match uno contro uno, ma l'incontro divenne un incontro six-man tag team match comprendente Vader, Owen Hart e British Bulldog contro Yokozuna, Ahmed Johnson e Jake "The Snake" Roberts. La stipulazione del match prevedeva che in caso di vittoria, Yokozuna avrebbe avuto cinque minuti da passare da solo sul ring con Cornette, ma ciò non accadde poiché la squadra di Vader vinse l'incontro quando quest'ultimo schienò Roberts.

Varie faide (1996–1998)

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Successivamente attaccò l'allora campione WWF Shawn Michaels. L'aggressione portò nuovamente a un match a sei atleti che si disputò a In Your House 9: International Incident. Vader, Owen Hart e The British Bulldog contro Michaels, Ahmed Johnson e Sycho Sid, match vinto dalla squadra capitanata dal wrestler mascherato. I due capitani si scontrarono nuovamente a SummerSlam, dove Vader ebbe ancora la meglio per conteggio fuori dal ring. Cornette, però, sapendo che il titolo non poteva passare di mano per countout, chiese e ottenne di far proseguire l'incontro. Questa volta, utilizzando la racchetta da tennis di Cornette per attaccare Vader, Michaels venne squalificato. Non pago, Cornette fece ripartire il match ancora una volta e Michaels mantenne il titolo.

A Royal Rumble affrontò The Undertaker in un match singolo. Durante l'incontro l'ex manager di Undertaker, Paul Bearer, attaccò il suo ex assistito, facendo vincere il match a Vader; Bearer diventò allora il nuovo manager del Mastodon. I due presero anche parte al royal rumble match, ma furono entrambi eliminati da Steve Austin. Seguì un breve tentativo da parte di Vader di costituire un tag team con Mankind per rincorre il titolo di coppia, ma l'unione non ebbe successo e i due persero il match titolato a WrestleMania 13.

A Survivor Series 1997, diventato quasi un face, fu il capitano del Team USA, composto da Goldust, Marc Mero e Steve Blackman contro il Team Canada, composto da British Bulldog, Jim Neidhart, Doug Furnas e Phil LaFon. Durante l'incontro, Goldust se ne andò abbandonando la sua squadra e il Team USA perse il match quando British Bulldog schienò Vader dopo averlo colpito con la campana del gong. Goldust e Vader si affrontarono a Royal Rumble 1998, e vinse Vader, ma nel corso del royal rumble match, Goldust si prese la sua vendetta, eliminandolo.

Dopo una con Kane, iniziò a subire una serie di sconfitte e il suo status nella federazione fu ridimensionato a quello di un jobber. Dopo aver pensato al ritiro, negoziò la sua buonauscita dalla WWF per poter tornare a combattere in Giappone.[14]

Ritorno alla All Japan Pro Wrestling (1998–2000)

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Dopo aver lasciato la WWF, tornò nella All Japan Pro Wrestling dove formò un team con il suo vecchio rivale Stan Hansen, insieme al quale riuscì ad arrivare alla finale del Real World Tag League 1998, dove vennero sconfitti da Kenta Kobashi e Jun Akiyama. All'inizio del 1999, dopo aver sconfitto Kobashi, divenne lo sfidante al Triple Crown Championship e vinse il titolo il 6 marzo 1999 battendo Akira Taue. Lo perse il 2 maggio, ma lo riconquistò il 31 ottobre seguente per poi riperderlo contro Kobashi e lasciare la federazione per prendersi una pausa.

Pro Wrestling Noah (2000–2002)

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Quando ritornò all'attività agonistica, lottò nella neonata Pro Wrestling Noah, dove vinse il GHC Tag Team Championship in coppia con 2 Cold Scorpio.

Total Nonstop Action Wrestling (2003)

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Il 19 febbraio 2003 apparve nella Total Nonstop Action Wrestling per difendere Dusty Rhodes, che stava combattendo contro gli Harris Brothers (Don & Ron Harris). La settimana seguente i due vinsero un tag team match contro gli Harris per squalifica. Poi iniziò una faida con Nikita Koloff, ma ben presto lasciò la compagnia per problemi contrattuali.

Circuito indipendente (2003-2017)

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Il 31 ottobre 2005 ritornò a combattere in WWE facendo la sua comparsa durante una puntata di Raw, dove Jonathan Coachman annunciò che Vader e Goldust sarebbero stati al suo angolo nello street fight match contro Steve Austin da tenersi la sera seguente a Taboo Tuesday.[15] Quando Austin decise di non partecipare all'incontro, venne rimpiazzato da Batista. Vader e Goldust interferirono nel match in difesa di Coachman ma furono malmenati da Batista. Ormai in età avanzata e in condizioni fisiche non ottimali, a fine 2006 smise di lottare full time.

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Vader nel 2012

Dopo il suo ultimo match nel 2007, ha iniziato a lavorare come allenatore di football del liceo. Il 29 aprile 2010, è tornato a lottare durante l'evento Vader Time 5 ~ Return of the Emperor. Alla manifestazione, ha combattuto al fianco del figlio Jesse e l'ex tag team partner 2 Cold Scorpio. Il trio sconfisse il team avversario composto da Makoto Hashi, Tamon Honda e Tatsumi Fujinami.

Nel 2011, all'indomani del Terremoto in Giappone, lottò insieme al figlio in un match per la All Japan Pro Wrestling e Pro Wrestling ZERO1.

Tornò sul ring il 28 gennaio 2012, dove ha batté Arik Royal e Adam Page in un handicap match a WrestleReunion: Los Angeles e il 12 maggio 2012 a Resistance Pro's Event ebbe la meglio su Jay Bradley.

Il 7 dicembre 2012 lottò anconra nella AJPW, dove fece squadra con Keiji Muto e Kenso e vinse contro Bambi Killer, Franz Dynamite e Mazada. Tra il 2013 e il 2014 ha combattuto in molte federazioni indipendenti, tra cui la National Wrestling Alliance.

Ritornò in WWE durante la puntata di Raw dell'11 giugno 2012, sconfiggendo in pochi minuti Heath Slater con la Vader Bomb che si era fatto appropriato della sua chatchprase "It's Vader Time" cambiandola in "It's Slater Time". Il 23 luglio 2012 partecipò alla millesima puntata di Raw, dove insieme a varie leggende della WWF/E interviene in favore di Lita durante il suo match contro Heath Slater.

Il 15 novembre 2016 dichiarò sul suo profilo Twitter che gli fu diagnosticata la insufficienza cardiaca congestizia e che i medici gli avevano dato due anni di vita.[16]

Nonostante i problemi di salute il 20 aprile 2017, fece un'apparizione in Giappone alla Korakuen Hall in uno show della "Dradition" organizzato per celebrare il 45º anniversario del debutto di Tatsumi Fujinami. Dopo un six-man tag team match cadde al suolo e svenne. Inizialmente si credette che lo svenimento fosse stato provocato dalla disidratazione, ma lo stesso wrestler scrisse su Twitter che era stato colpito in testa durante il match e che il colpo gli aveva causato lo svenimento. Comunque, dopo l'incidente si riprese in fretta e fu in grado di raggiungere da solo il backstage. Restò in Giappone e partecipò anche ad altri due show a Fukuoka ed Osaka.[17]

Lottò il suo ultimo match il 25 maggio 2017 a WrestleJam V, dove sconfisse The Ironman.

Nel marzo 2018, subì un intervento chirurgico al cuore,[18] seguito da un secondo per curare un'aritmia.[19] Morì il 18 giugno 2018, all'età di 63 anni, dopo un mese di ricovero in ospedale per polmonite.[20] Nei mesi precedenti la sua morte, veniva spesso visitato e supportato dall'amico e collega Sting.[21]

Il 7 marzo 2022 fu annunciata la sua introduzione nella WWE Hall of Fame.[22]

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Vader mentre esegue la Vader Bomb su Shawn Michaels

Titoli e riconoscimenti

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  • Il ritorno di Kenshiro (Fist of the North Star), regia di Tony Randel (1995)
  • Hitman Hart: Wrestling with Shadows (1998)
  • The Unreal Story of Professional Wrestling (1999)
  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Big Van Vader, su cagematch.net. URL consultato il 12 settembre 2016.
  2. 1 2 3 (EN) Vader, su wwe.com. URL consultato il 2 settembre 2016.
  3. Los Angeles Rams 1980 Media Guide, p. 63.
  4. Greg Oliver e Steven Johnson, The Monsters, in The Pro Wrestling Hall of Fame: The Heels, Toronto, ECW Press, 2007, p. 243, ISBN 978-1-55022-759-8.
    «Il nome deriva dal folklore giapponese, dove Vader era un guerriero fortissimo che una volta combatté per 72 ore di fila senza stancarsi.»
  5. Bam Bam Bigelow and Vader's tag team profile, su cagematch.de.
  6. Foley, p. 225.
  7. Foley, p. 3.
  8. 1 2 3 Foley, p. 239–241.
  9. Foley, p. 243–244.
  10. The Masters of the Powerbomb's profile, su cagematch.de.
  11. Foley, p. 265.
  12. Foley, p. 6–9.
  13. Eddie Guerrero, Cheating Death, Stealing Life: The Eddie Guerrero Story, Simon and Schuster, 2005, p. 126, ISBN 0-7434-9353-2.
  14. Molinaro, John F., Vader rejuvenated in Japan, su canoe.ca, 6 gennaio 2000. URL consultato il 12 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2012).
  15. Martin Adam, Raw - October 31, 2005, su wrestleview.com, 1º novembre 2005. URL consultato il 23 giugno 2009.
  16. (EN) Former WWE Star Vader Says He Has 2 Years to Live Due to Heart Failure, su bleacherreport.com, 15 novembre 2016. URL consultato il 21 maggio 2026.
  17. (EN) Dave Meltzer, Vader briefly collapses after match in Japan, su f4wonline.com, 20 aprile 2017. URL consultato il 21 aprile 2017.
  18. (EN) Former WWE And WCW Star Vader Undergoing Heart Surgery, su wrestlinginc.com, 12 marzo 2018. URL consultato il 21 maggio 2026.
  19. (EN) 'Vader' Leon White dead at age 63, su slam.canoe.com. URL consultato il 21 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2018).
  20. (EN) Vader passes away, su wwe.com. URL consultato il 21 maggio 2026.
  21. (EN) StingComforted Vader In Final Days... Vader's Son Says, su tmz.com, 24 giugno 2018. URL consultato il 21 maggio 2026.
  22. 1 2 (EN) Vader to be inducted into the WWE Hall of Fame Class of 2022, su wwe.com, 7 marzo 2022. URL consultato l'8 marzo 2022.
  23. 1 2 3 Vader's managers, su cagematch.de.
  24. Jim Cornette profile, su onlineworldofwrestling.com, Online World of Wrestling. URL consultato il 20 novembre 2009.
  25. CWA World Heavyweight Championship history, su solie.org.
  26. CWA Intercontinental Heavyweight Championship history, su solie.org.
  27. GHC Tag Team Championship history, su noah-usa.cc (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2013).
  28. (JA) 東京スポーツ プロレス大賞, su tokyo-sports.co.jp. URL consultato il 20 gennaio 2014.
  29. UWA World Heavyweight Championship history, su solie.org.
  30. UWFI World Heavyweight Championship history, su solie.org.
  31. Best Of The World 1994 Tournament « Tournaments Database « CAGEMATCH, su cagematch.net, 18 agosto 1994. URL consultato il 31 maggio 2013.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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