Vai al contenuto

Francesco de Bourcard

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Francesco de Bourcard (Napoli, 23 marzo 1821[1]Napoli, 10 maggio 1886[1]) è stato un editore e letterato italiano di origine svizzera, noto soprattutto per aver ideato, diretto ed edito Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti, opera dedicata alla descrizione della città di Napoli e delle tradizioni locali.

Image
I due volumi in bianco e nero di "Usi e costumi di Napoli e contorni" del de Bourcard, Collezione privata

Proveniente da una famiglia svizzera originaria di Basilea, era nipote del maresciallo Emanuele Burckhardt[2][3] (il cognome fu poi francesizzato in de Bourcard), capitano generale del Regno di Napoli, distintosi nella Guerra dei sette anni e nella conquista di Roma (1798-1799).

Fu editore e uomo di lettere attivo a Napoli nella seconda metà dell'Ottocento. Prima dell'impresa editoriale che più lo rese noto, pubblicò anche il dramma Isotta, apparso a Napoli nel 1844 alla Tipografia del Giornale Il Salvator Rosa[4].

Appassionato studioso della vita quotidiana della città, de Bourcard si dedicò per circa vent'anni, dal 1847 al 1866, alla stesura dell'opera che lo rese famoso (la comparsa del primo volume, iniziato nel 1853, avvenne nel 1857), nell'ambito della quale sono ritratte le usanze del tempo, i personaggi tipici del popolo, e un'ampia carrellata di feste popolari e religiose. Ai testi si accompagnano cento acqueforti che illustrano in forma grafica i soggetti descritti nei capitoli.

L'opera voleva essere un esperimento per riqualificare l'acquaforte come illustrazione, poiché la litografia e la fotografia la stavano minacciando. Per questo motivo De Bourcard decisse di compiere un'impresa del tutto unica[5].

Image
Frontespizio del I volume in bianco e nero, 1857, collezione privata
Image
Frontespizio del II volume in bianco e nero, 1866, collezione privata

La particolarità dell'opera sta soprattutto nella grande levatura dei partecipanti, sia scrittori che artisti. Tra i primi spiccano, oltre allo stesso de Bourcard, Giuseppe Regaldi, Carlo Tito Dalbono, Francesco Mastriani, Emmanuele Rocco, Giovanni Emanuele Bidera, Achille De Lauzières, Enrico Cossovich; tra i secondi, come principale disegnatore primeggia Filippo Palizzi, con 46 tavole disegnate, insieme al fratello Nicola Palizzi e diversi altri nomi di spicco, fra cui Teodoro Duclère, Pasquale Mattej, Teodoro Ghezzi; fra gli incisori, nel primo volume del 1857, spicca Francesco Pisante, come incisore e direttore, con l'allievo Carlo Martorana, prematuramente scomparso. Nel secondo volume, del 1866, invece, si fa avanti la scuola di Tommaso Aloysio Juvara, soprattutto con Francesco Di Bartolo[6], Saro Cucinotta e Giovanni Fusaro.[7]

L'opera fu in seguito ricordata da Benedetto Croce, che ne sottolineò il valore documentario per la conoscenza della vita napoletana dell'Ottocento: "Gli Usi e costumi di Napoli e contorni descritti e dipinti, opera diretta da Francesco de Bourcard, sono un magnifico libro, che mi meraviglio di non veder lodato e celebrato e ricercato come si dovrebbe, e che forse adesso comincerà a svegliare intorno a se questi meritati sentimenti, adesso che, come tanti altri libri, - dopo la rarefazione bibliopolica prodotta dalla guerra, - è diventato prezioso e quasi introvabile"[8].

I due volumi sono rimasti rari: ne esistono alcune copie a colori e un esemplare completo in bianco e nero, conservato in collezione privata.

L'impresa di Usi e costumi di Napoli e contorni, coraggiosa, dispendiosa e innovativa dal punto di vista artistico per il rilievo dato alla tecnica dell'acquaforte, fu determinante perché il De Bourcard rimanesse immortalato fra i protagonisti della cultura napoletana dell'Ottocento.

Image
  1. 1 2 Carlo Knight, 1991
  2. Carlo Knight (1991) Emanuel de Bourcard, generalissimo svizzero al servizio di Ferdinando IV di Borbone, Atti della Accademia Pontaniana, Napoli, vol. XL, pp. 1-33
  3. Carlo Knight (1995) Un Generale Svizzero al Servizio dei Borbone- In: Sulle orme del Gran Tour - Uomini Luoghi Società del Regno di Napoli. Electa Napoli, pp. 41-65
  4. Francesco de Bourcard, Isotta: dramma in quattro atti, Napoli, Tipografia del Giornale Il Salvator Rosa, 1844..
  5. Natalia Di Bartolo, Le tecniche dell’incisore calcografo e le altre tecniche della stampa, su operaeopera.com.
  6. Natalia Di Bartolo, IL CASTAGNARO e IL PALUDANO di Francesco Di Bartolo in “Usi e costumi di Napoli e contorni”, su operaeopera.com.
  7. Flick, immagini De Bourcard in alta definizione con possibilità di leggere le firma relative alle tavole, su flickr.com. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  8. Benedetto Croce, Napoli nobilissima : rivista di topografia ed arte napoletana , Nuova serie, volume 2 (1921), p. [129]-131.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 11265591 · ISNI (EN) 0000 0000 2417 3871 · SBN SBLV100443 · BAV 495/320810 · LCCN (EN) n85010335 · GND (DE) 1344510140