Io, purtroppo, non sono una persona propriamente imprevedibile, e ci sono senz’altro cose che ripeto più volte di quante dovrei. Una di queste è che non mi piace Milano e addirittura che a nessuno, fosse per me (e non lo è), dovrebbe piacere. La seconda è che il caffè espresso non dev’essere lungo come lo servono qua.
All’arrivo della nuova macchinetta del caffè in ufficio, mi sono sentito in dovere di ripetere la seconda, al che il mio capo ha lasciato cadere sorridendo una frase che lì per lì mi ha fatto ridere, ma di cui solo dopo qualche secondo ho apprezzato lo spessore: “Eh, puoi portare via l’uomo da Milano, ma non Milano dall’uomo”.
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Pensavo, fino ad un paio di giorni fa, che ci fossero solo due modi di rapportarsi con la fedele tazza che accompagna tutti i lavoratori in terra britannica sulle loro scrivanie: lavarla ossessivamente anche più volte al giorno o convivere con perenni macchie marronacce, perché ci sono poche sostanze che macchiano più efficacemente del tè. Poi, però, ho incontrato un mio collega al lavandino intento a lavare la sua tazza e mi ha detto, col sorriso soddisfatto di chi non deve più scendere a compromessi con una tazza disgustosamente coperta di macchie marroni: “ho trovato un modo per pulire perfettamente la mia tazza”. Poi mi ha mostrato orgogliosamente un misterioso flacone estratto da sotto al comune lavandino, sulla cui etichetta campeggiava un scritta che recitava più o meno così: “per la pulizia giornaliera del tuo bagno”.
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Ah sì? E di dove sono allora, dove lavorano, gli chef che infestano le televisioni italiane? Joe Bastianich, Heston Blumenthal, Gordon Ramsey, Jamie Olivier solo per citare i più famosi, sono tutti stranieri e ce ne sono molti altri. L’altro giorno, non volevo credere ai miei occhi quando su rai 3 ho visto un
“Stanno morendo di freddo, ma non lo ammetteranno mai”. Peccato che io non possa parlare di me, visto che sto cercando di generalizzare meglio di
Semmai se ne parlava, di Berlusconi, ma ormai non più, dico davvero. Le rare volte in cui ho un sentito un italiano parlarne di recente, è stato in risposta a qualche inglese stranamente interessato alla politica internazionale che si chiedeva (e di conseguenza chiedeva a noi italiani) che fine avesse fatto quell’omino ridicolo che è stato incomprensibilimente al potere in Italia per molti anni. Un po’ come quando ti viene in mente il matto del paese e chiedi ad un amico “hai più visto il Caglioni, poi? Chissà se va ancora in giro a parlare della Madonna”.
Mi sono imbattuto per caso in questo post (abbastanza brutto, a mio parere) sul sito del Fatto Quotidiano: 