Nel 1999 lavorai come spazzina a Londra. Ero partita per imparare l’inglese, con un biglietto di solo andata e poche lire, e nei primi giorni avevo già finito tutto. Dopo brutte esperienze nei ristoranti cercai un lavoro all’aria aperta e mi assunsero dopo due giorni di prova. Mi piaceva spazzare, ma soprattutto l’atmosfera delle mattine: l’asfalto umido, i primi autobus, la città che si svegliava. Lavoravo otto ore al giorno e al pomeriggio andavo a scuola d’inglese per stranieri. Ogni due settimane avevo un weekend libero e lo passavo ai rave che avevo scoperto allora: costavano poco, c’erano tanti stranieri come me e mi sentivo di essere tra miei simili.