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Conger conger

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Stato di conservazione
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Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
SuperclasseGnathostomata
ClasseActinopterygii
SottoclasseNeopterygii
InfraclasseTeleostei
SuperordineElopomorpha
OrdineAnguilliformes
SottordineCongroidei
FamigliaCongridae
SottofamigliaCongrinae
GenereConger
SpecieC. conger
Nomenclatura binomiale
Conger conger
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Anguilla conger (Linnaeus, 1758)
Anguilla obtusa Swainson, 1839
Conger communis Costa, 1844
Conger niger (Risso, 1810)
Conger rubescens Ranzani, 1839
Conger verus Risso, 1827
Conger vulgaris Yarrell, 1832
Leptocephalus candidissimus
Costa, 1832
Leptocephalus conger (Linnaeus, 1758)
Leptocephalus gussoni Cocco, 1829
Leptocephalus inaequalis
Facciolà, 1883
Leptocephalus lineatus
Bonnaterre, 1788
Leptocephalus morrisii Gmelin, 1789
Leptocephalus pellucidus (Couch, 1832)
Leptocephalus spallanzani Risso, 1810
Leptocephalus stenops Kaup, 1856
Leptocephalus vitreus Kölliker, 1853
Muraena conger Linnaeus, 1758
Muraena nigra Risso, 1810
Ophidium pellucidum Couch, 1832
Ophisoma obtusa (Swainson, 1839)
[2][3]

Areale
Image
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Particolare della testa

Il grongo[4] (Conger conger Linnaeus, 1758) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Congridae[3], comune nel mar Mediterraneo[5].

Distribuzione e habitat

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Il grongo è diffuso nell'Oceano Atlantico, dalla Norvegia e l'Islanda al Senegal, nel Mar Mediterraneo[1], nel Mar Nero occidentale e attorno alle isole Canarie e alle Azzorre[6].

Il grongo è distribuito su una vasta escursione batimetrica, si può incontrare in meno di un metro d'acqua fino a 500 metri e talvolta fino a oltre 1100 metri[1]. Durante la migrazione riproduttiva può raggiungere i 3000 metri di fondale[2]. Vive sia su fondi rocciosi che sabbiosi[1] ed è un comune abitatore delle fessure tra gli scogli e dei relitti[7].

Ha l'aspetto tipico degli anguilliformi con corpo serpentiforme e pinne dorsale, caudale ed anale unite a formare una pinna mediana unica. Il corpo è a sezione circolare ed è appiattito lateralmente solo nella regione caudale[5]. Il muso è allungato[6], la bocca è ampia e raggiunge o supera l'occhio[7], dotata di una fila di denti appuntiti[6]. La mascella superiore è più lunga dell'inferiore ed è leggermente sporgente[5], le labbra sono piuttosto sviluppate. Gli occhi sono abbastanza piccoli e sono separati da uno spazio piatto[7]. Le narici anteriori sono poste su un breve tubulo posto presso l'estremità del muso[6]. La pelle è priva di scaglie ed è ricoperta di muco viscido[7]. I pori della linea laterale sono ben visibili. La pinna dorsale si origina più o meno all'altezza dell'apice delle pinne pettorali. Le pinne ventrali sono assenti come in tutti gli anguilliformi[6].

Il colore è variabile: il dorso è di solito grigio ma può andare da beige a quasi nero negli esemplari che vivono su fondi duri, con ventre biancastro. Una fila di macchiette bianche segna i pori della linea laterale. La pinna impari è orlata di nero[6].

Questo pesce può raggiungere dimensioni gigantesche: fino a tre metri per 110 chilogrammi ma di solito non misura più di un metro nei maschi e di un metro e mezzo nelle femmine[2].

Comportamento

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Si tratta di un animale strettamente notturno che passe le ore di luce negli anfratti o infossato nella sabbia o nel fango[7].

Alimentazione

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Esclusivamente carnivoro e molto vorace[5], si ciba di invertebrati bentonici come polpi e altri cefalopodi, crostacei e di pesci[8]. Si tratta di un animale molto agile che è in grado di catturare anche pesci pelagici dal nuoto veloce come sugarelli o sgombri[5].

Il grongo, come in generale gli anguilliformi, si riproduce una sola volta nella vita[2], la maturazione sessuale avviene tra i 5 e i 15 anni di età. La riproduzione avviene in estate[1]. Quando si avvicina l'epoca riproduttiva va incontro a una decalcificazione dello scheletro[7] ed effettua una migrazione in acque profonde anche 2000 o 3000 metri. La femmina è estremamente prolifica e depone fra tre e otto milioni di uova[1]. La larva è un leptocefalo caratterizzato da occhi ovali ed estremità posteriore appuntita, lungo fino a 12 cm. Lo sviluppo delle larve, che già mostrano il comportamento lucifugo dell'adulto, pare che duri da uno a due anni, dopo di che l'accrescimento del giovanile è molto rapido[6].

Tra i predatori noti alla scienza di ha il sugarello maggiore, il nasello, il pesce coltello, il capone gallinella, il pesce prete e il palombo[9].

Si tratta di una cattura frequente con i più svariati sistemi di pesca commerciale: palamiti, nasse, reti a strascico, reti da posta, etc. È preda apprezzata dai pescatori sportivi per la tenace resistenza che oppone alla cattura. Si pesca spesso con la tecnica del surfcasting o con lenze calate tra gli scogli, in genere di notte. Le carni sono buone anche se commercialmente considerate di poco valore. Viene scartata la parte della coda perchè molto spinosa. È spesso smerciato spellato come palombo o altri pesci più pregiati. Viene talvolta anche venduto fraudolentemente come anguilla. Si tratta di un ingrediente indispensabile per molte zuppe di pesce come il cacciucco[5].

Conservazione

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Il grongo è comune o abbondante in tutto l'areale e, anche se sottoposto a uno sforzo di pesca abbastanza intenso, le popolazioni non mostrano segni di sovrapesca e, anzi, sembrano in espansione. La IUCN classifica la specie come "a rischio minimo"[1].

  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.

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Collegamenti esterni

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