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Visione remota

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La visione remota (in inglese remote viewing) è la capacità da parte di un individuo di ottenere informazioni riguardo un obiettivo geograficamente distante facendo uso di presunte percezioni extrasensoriali.[1] Sebbene presso la comunità scientifica non vi sia consenso circa la validità di tale fenomeno, generalmente considerato pseudoscienza[2][3][4][5][6][7], tuttavia sono stati condotti diversi studi sperimentali, in particolare a partire dagli anni '70, con l’obiettivo di verificarne l’esistenza e le possibili applicazioni. Tali ricerche sono state promosse sia in ambito accademico sia in contesti militari e di intelligence, soprattutto negli Stati Uniti durante il periodo della Guerra fredda.

I protocolli sperimentali hanno generalmente previsto la descrizione di bersagli remoti da parte dei soggetti, in condizioni controllate e senza accesso diretto alle informazioni. I risultati ottenuti sono stati oggetto di dibattito: alcuni ricercatori hanno sostenuto la presenza di effetti statisticamente significativi, mentre la maggior parte della comunità scientifica ha attribuito tali esiti a bias metodologici, errori sperimentali o interpretazioni soggettive dei dati.[5]

La visione remota è spesso associata ad altri fenomeni della parapsicologia, come la telepatia e la chiaroveggenza, ma si distingue per l’enfasi posta su protocolli operativi e tentativi di applicazione pratica. Nonostante l’interesse suscitato nel corso del XX secolo, in particolare in ambito militare, non esistono prove scientifiche generalmente accettate che ne dimostrino l’efficacia o la replicabilità in condizioni controllate.

Origine del nome

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Il termine "remote viewing" è generalmente attribuito ai fisici Russell Targ e Harold Puthoff, ricercatori in parapsicologia allo Stanford Research Institute, i quali intendevano differenziare questo fenomeno dalla chiaroveggenza, che è strettamente correlata.[8][9] Tuttavia, altri attribuiscono l'introduzione del termine a Ingo Swann (1933-2013), noto sensitivo, artista e scrittore.

Il progetto Stargate

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Il concetto di visione remota divenne noto al grande pubblico negli anni novanta, in seguito alla divulgazione parziale dei documenti del Progetto Stargate tramite il FOIA (Freedom of Information Act). Questo programma di ricerca, finanziato dal governo degli Stati Uniti a partire dal 1975, mirava a individuare eventuali applicazioni dei fenomeni parapsicologici in ambito militare e tattico. Il progetto si concluse nel 1995, con la dichiarazione ufficiale che non era mai riuscito a fornire informazioni affidabili dal punto di vista dell'intelligence.[10]

In precedenza, la visione remota era conosciuta come telestesia, o "travelling clairvoyance", nella letteratura spirituale e dell’occulto, secondo la terminologia di William Frend De Morgan,[11] romanziere inglese, il quale si basava anche su esperienze personali.[12] Secondo l’autrice statunitense Rosemary Guiley, esperta di spiritismo e occulto, la visione remota può essere definita come “la capacità di vedere oggetti lontani e nascosti, attraverso la vista interiore o tramite ipotetiche esperienze extracorporee.[13]

All’inizio del XX secolo, iniziarono le prime ricerche pubbliche sui fenomeni paranormali, condotte da eminenti scienziati dell’epoca, come Michael Faraday, Alfred Russel Wallace, Rufus Osgood Mason e William Crookes. I loro studi si focalizzarono principalmente su un ristretto gruppo di individui ritenuti dotati di particolari capacità parapsicologiche. I risultati, sebbene positivi,[14] furono accolti con scetticismo dalla comunità scientifica.[15]

Negli anni trenta, Joseph Rhine estese l’ambito della parapsicologia a una popolazione più ampia, utilizzando metodologie di ricerca standard su un campione non selezionato. Come molti scienziati della generazione precedente, anche Rhine fu inizialmente riluttante a pubblicare i risultati delle sue ricerche, temendo critiche da parte della comunità scientifica, in particolare per via di possibili carenze nella randomizzazione dei bersagli, nell’uso dell’inferenza statistica e nei controlli contro errori di misurazione.[16] Tali riserve influirono negativamente sul finanziamento delle ricerche e sul processo di revisione paritaria, relegando la parapsicologia a un ambito marginale nel panorama scientifico.

Negli anni Sessanta, questa tendenza cambiò radicalmente, grazie a un rinnovato interesse per la coscienza e i fenomeni parapsicologici ad essa associati, favorito da un clima culturale più aperto, che rese più accessibili i finanziamenti per nuove ricerche.[17] Nei primi anni Settanta, Harold Puthoff e Russell Targ condussero i primi esperimenti di parapsicologia con finanziamenti privati. Tali studi furono realizzati presso il Laboratorio di Bioingegneria ed Elettronica dello Stanford Research Institute, con il supporto della Parapsychology Foundation e dell’Institute of Noetic Sciences.[18]

Sul finire del decennio, i fisici John G. Taylor ed Eduardo Balanovski condussero esperimenti di visione remota sul sensitivo Matthew Manning, i cui esiti furono giudicati come "un totale insuccesso".[19] Uno dei primi esperimenti fu adottato come riferimento metodologico per studi successivi, ma fu criticato per la possibile presenza di suggerimenti involontari ai partecipanti.[20] Indagini successive esclusero tale possibilità.[21] Si concluse che le descrizioni fornite dai soggetti coinvolti nel Progetto Stargate erano troppo vaghe, generiche e inefficaci per fini di intelligence.[22]

Il progetto Gateway

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Una parte delle ricerche statunitensi sui fenomeni parapsicologici si sviluppò parallelamente al Progetto Stargate, includendo studi teorici e applicativi su stati alterati di coscienza. Tra i documenti resi pubblici tramite il Freedom of Information Act figura il rapporto Analysis and Assessment of the Gateway Process (1983), redatto da ufficiali dell’United States Army e successivamente declassificato dalla Central Intelligence Agency.[23]

Il documento analizza il cosiddetto Gateway Process, un insieme di tecniche sviluppate originariamente dal Monroe Institute, volte a indurre stati di coscienza modificati mediante sincronizzazione emisferica cerebrale (hemispheric synchronization). Tali stati sarebbero stati considerati, in ambito sperimentale, come potenzialmente idonei a facilitare fenomeni quali la percezione a distanza e altre forme di esperienza extrasensoriale.[23]

Il rapporto integra modelli provenienti da diversi ambiti teorici, tra cui neuroscienze, fisica e teorie olografiche della coscienza, citando anche le ipotesi fisiologiche sviluppate da Itzhak Bentov. Nonostante l’interesse esplorativo mostrato da alcune agenzie governative durante la Guerra fredda, non sono emerse evidenze scientifiche conclusive a supporto dell’efficacia operativa di tali tecniche in ambito di intelligence.

  1. Zusne, Leonard e Jones, Warren, Anomalistic psychology: a study of magical thinking, Lawrence Erlbaum Associates, 1989, p. 167, ISBN 0-8058-0508-7.
  2. James Alcock, Parapsychology-Science Or Magic?: A Psychological Perspective, Pergamon Press, 1981, p. 164-179, ISBN 978-0-08-025773-0.
  3. (EN) Thomas Gilovich, How We Know What Isn't So: Fallibility of Human Reason in Everyday Life, Free Press, 1993, pp. 166-173, ISBN 978-0-02-911706-4.
  4. David Marks e Richard Kammann, The Psychology of the Psychic, Prometheus Books, 2000, ISBN 1-57392-798-8.
  5. 1 2 R Wiseman e J Milton, Experiment one of the SAIC remote viewing program: A critical re-evaluation. A reply to May. (PDF), in Journal of Parapsychology, vol. 63, n. 1, 1999, pp. 3-14. URL consultato il 28 settembre 2018.
    Consultato lista dei paper presente nel sito del dr. Wiseman Archiviato il 19 febbraio 2012 in Internet Archive.
  6. Martin Gardner, Did Adam and Eve Have Navels?: Debunking Pseudoscience, New York, W.W. Norton, 2000, pp. 60–67, ISBN 978-0-393-32238-5.
  7. Terence Hines, Pseudoscience and the Paranormal, Prometheus Books, 2003, p. 136, ISBN 1-57392-979-4.
  8. Kendrick Frazier, Science Confronts the Paranormal, Prometheus Books, p. 94, ISBN 978-1-61592-619-0.
  9. Joe Nickell, Remotely Viewed? The Charlie Jordan Case, in Skeptical Inquirer, 1º marzo 2001.
  10. Douglas Waller, The vision thing, in Time, 11 dicembre 1995, p. 45. (richiesta iscrizione a pagamento)
  11. (EN) Walter Franklin Princee, Noted Witnesses for Psychic Occurrences, su Google.it/Books. URL consultato il 28 settembre 2018.
    «TRAVELING CLAIRVOYANCE * IN HYPNOSIS 1 (William DE MORGAN) Professor De Morgan (1839-1917) was one of the most eminent writer of his period»
  12. (EN) Art bell e Brad Steiger, The Source: Journey Through the Unexplained, su google.it/books, 2002, p. 213. URL consultato il 28 settembre 2018.
    «1849, the famous English writer William De Morgan wrote of his first experience with what came to be known as' "traveling clairvoyance."»
  13. Rosemary Ellen Guiley, Harper's Encyclopedia of Mystical and Paranormal Experience, San Francisco, Harper, 1991, p. 507, ISBN 978-0-06-250366-4.
  14. William Crookes, Experimental Investigations on Psychic Force (1871).
  15. Ray Hyman, A Critical Historical Overview of Parapsychology, in A Skeptic's Handbook of Parapsychology, Prometheus Books, 1985, pp. 3, 96, ISBN 0-87975-300-5.
  16. R.Hyman, Parapsychological research: A tutorial review and critical appraisal, in Proceedings of the IEEE, vol. 74, n. 6, 1º giugno 1986, pp. 823-849, DOI:10.1109/proc.1986.13557.
  17. N. Wade, Psychical research: The incredible in search of credibility, in Science, vol. 181, 13 luglio 1973, pp. 138-143, DOI:10.1126/science.181.4095.138.
  18. David Kaiser, How the Hippies Saved Physics: Science, Counterculture, and the Quantum Revival, W.W. Norton & Company, 2011, pp. 69–71, ISBN 978-0-393-07636-3.
  19. John G. Taylor, Science and the Supernatural: An Investigation of Paranormal Phenomena Including Psychic Healing, Clairvoyance, Telepathy, and Precognition by a Distinguished Physicist and Mathematician, Temple Smith, 1980, p. 83, ISBN 0-85117-191-5.
  20. R. Wiseman e J. Milton, Experiment one of the SAIC remote viewing program: A critical re-evaluation. A reply to May. (PDF), in Journal of Parapsychology, vol. 63, n. 1, 1999, pp. 3-14. URL consultato il 26 giugno 2008.
  21. James Randi, An Encyclopedia of Claims, Frauds, and Hoaxes of the Occult and Supernatural, James Randi Educational Foundation.
    «The data of Puthoff and Targ were reexamined by the other researchers, and it was found that their students were able to solve the locations without use of any psychic powers, using only the clues that had inadvertently been included in the Puthoff and Targ transcripts»
  22. Joe Nickell, Remotely Viewed? The Charlie Jordan Case, in Skeptical Inquirer, 1º marzo 2001., rivista bimestrale del Committee for Skeptical Inquiry
  23. 1 2 Analysis and Assessment of the Gateway Process, su cia.gov, Central Intelligence Agency.

Voci correlate

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Controllo di autoritàLCCN (EN) sh95005024 · J9U (EN, HE) 987007551509005171 · NDL (EN, JA) 00573348