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Shumari

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Shumari
シュマリ
Manga
AutoreOsamu Tezuka
EditoreShōgakukan
RivistaBig Comic
Targetseinen
 edizione10 giugno 1974 25 aprile 1976
Volumi4 (completa)
Editore it.Hikari Edizioni
 edizione it.20 settembre 20 dicembre 2018
Volumi it.4 (completa)

Shumari (シュマリ?) è un manga scritto e disegnato da Osamu Tezuka. Fu pubblicato per la prima volta in Giappone dal 1974 al 1976 sulla rivista Big Comic, per poi essere raccolto in quattro volumi tankōbon tra il 1978 e il 1979. L'edizione italiana è stata edita da Hikari Edizioni nel 2018[1].

Il manga narra le vicende di Shumari, un samurai hatamoto, vassallo diretto dello Shogun, che si è trasferito nell'isola di Hokkaidō alla ricerca di sua moglie Tae e dell'uomo con cui l'ha tradito e con cui è fuggita sull'isola. La storia narrata inizia nell'estate del 1869, al termine della guerra Boshin fra i sostenitori dell'imperatore e dello shogunato, dopo la sconfitta di quest'ultimi a Goryōkaku, ultimo baluardo della loro resistenza, e la caduta dell'effimera Repubblica di Ezo.

Nell'incipit del manga Shumari viene assalito da alcuni banditi dopo essere stato scambiato per un sopravvissuto dell'esercito imperiale. Chiede loro se conoscono un certo Shoma Otsuki e al loro rifiuto stermina in pochi secondi tutto il gruppo ad eccezione di una giovane Ainu che decide di risparmiare. Shumari si offre di riportarla al suo Kotan (villaggio ainu), ma poi ritira l'offerta perché il villaggio si trova in una zona pericolosa per il samurai ricercato dalla polizia. Tuttavia Shumari, testardo, non può non fare ciò che ha deciso di fare perciò la fa montare in sella con lui. La giovane, innamoratasi, di notte andrà alla ricerca di alcuni monili per Shumari, ma verrà fetita da un orso e morirà prima di raggiungere il villaggio insieme a Shumari. In seguito, in un luogo reso deserto da un'invasione di cavallette, Shumari incontra un uomo di nome Kichibei che dice di essere un falegname proveniente da Edo. Dopo un po' di tira e molla, Shumari lo fa montare sul cavallo con lui e lo salva da un branco di lupi che uccide a colpi di katana. Nella foga cade una pistola a Kichibei, che quindi rivela a Shumari di essere un mekashi (una sorta di spia e detective) e gli racconta la storia dei capitali militari nascosti da Takeaki Enomoto in un luogo segreto, segnato con un tatuaggio sulla pelle di un suo subordinato ora in fuga. Kichibei punta la pistola a Shumari e lo costringe a camminare davanti a lui in direzione di Sapporo. Hanno un breve dialogo in cui Shumari parla dell'inospitalità del territorio, ma all'improvviso appare all'orizzonte un'enorme nuvola nera di cavallette pronta a divorare ogni cosa. Shumari prontamente si nasconde in una tana, mentre Kichibei, disarcionato, va in preda al panico e inizia ad esplodere proiettili in aria. Dopo il passaggio delle cavallette, Shumari trova un Kichibei ormai morente per i morsi degli insetti e gli dà il colpo di grazia.

Un colono e sua moglie osservano sotto una pioggia battente il fiume ingrossarsi sempre di più. L'uomo, per rinforzare l'argine ed evitare di perdere i campi coltivati, decide di andare al villaggio ainu di Petsu Kitai per ottenere aiuto e rinforzare l'argine, ma incontra un uomo che si rivela essere Shumari. Shumari accetta la richiesta di aiuto del colono e si fa guidare fino alla sua fattoria, lì incontra la moglie dell'uomo e immediatamente riconosce Tae. Shumari tuttavia non riesce ad ottenere la propria vendetta su Shoma Otsuki, l'uomo con cui la moglie Tae è scappata, in quanto Shoma scappa dalla fattoria e viene colpito dall'inondazione del fiume, morendo affogato. Shumari cerca di convincere Tae a lasciare questa terra povera e soggetta ad inondazioni, ma la donna è inamovibile: ha amato Shoma Otsuki e ora che non c'è più vuole vivere e coltivare la terra in cui è sepolto. Senza una meta Shumari vaga fino a giungere a Sapporo, città che era stata fondata in quegli anni, e viene arrestato per gli omicidi commessi. Viene posto in una cella con un anziano prigioniero e un altro carcerato, ma di notte la piccola prigione di legno si rivela essere un modo per ovviare alle condanne a morte: il freddo della notte di Sapporo infatti è abbastanza rigido da uccidere per ipotermia e il primo a farne le spese è il prigioniero più giovane, mentre il più vecchio sembra non sentire il freddo. Con alcuni stratagemmi Shumari riesce a fare ospitare lui e il vecchio nella stazione di polizia e l'anziano prigioniero gli racconta di avere una figlia a Edo e di volerla rivedere ad ogni costo. In seguito Shumari, dopo aver mentito per rincuorare il vecchio, viene portato di fronte al giudice che gli offre l'opportunità di collaborare con le autorità per evitare la pena di morte.

Il samurai accetta di guidare una piccola brigata di soldati alla ricerca dei capitali militari nascosti da Takeaki Enomoto da qualche parte sull'isola. L'ammiraglio aveva tatuato il luogo sulla schiena di un suo subordinato, che grazie alle intuizioni di Shumari, viene trovato poco lontano da un villaggio ainu in cui aveva comprato uno specchio per poter riprodurre quanto impresso sulla sua schiena. La mappa porta il drappello di soldati a una sorgente termale, in cui Shumari si accorge che le monete d'oro sono state frantumate in pepite e poi dissolte nell'acqua. Vedendo la crudeltà del comandante, che uccide a sangue freddo l'uomo tatuato, il protagonista decide di uccidere tutti i presenti, di modo che nessuno possa sapere il luogo in cui si trova il denaro.

Shumari quindi estrae parte dell'oro e prima ferma una carovana di mercanti per acquistare attrezzi da lavoro, ma quando si accorge che vogliono ucciderlo, attacca lui per primo. Una prostituta che viaggiava con i commercianti si intestardisce di voler seguire l'uomo e quindi si stabilisce in una capanna vicina alla sua, ma viene uccisa da lupi feroci. Il samurai porta infine alcune pepite alla ex moglie Tae per aiutarla. Shumari quindi raggiunge un terreno lievemente collinare che inizia a coltivare, quando viene raggiunto da un giovane uomo a cavallo vestito all'occidentale. Si presenta come Yahichi Dazai, figlio del proprietario di quelle terre che si offre di vendere quell'appezzamento. In breve raggiungono un accordo, ma poco dopo le piante appena germogliate sono preda di un'invasione di topi. Nel frattempo l'uomo riceve la visita di Mine Dazai, la sorella minore, e ne rimane colpito dai modi irruenti e dal suo aspetto identico a quello di Tae. Yahichi invece gli spiega che il progetto della famiglia è di incamerare terre e sfruttare i giacimenti di carbone dell'isola per rifondare la Repubblica di Ezo e chiede a Shumari se è disponibile a diventare suo socio fornendogli i capitali nascosti, ma si rifiuta. L'uomo prova a ripiantare dei semi e a sfruttare degli stratagemmi per evitare che i roditori distruggano tutto ma è inutile, allora cattura dei lupi che prima affama, poi libera contro i topi. Il piano non funziona del tutto, quindi è costretto a lasciare il campo.

Poco dopo Shumari decide di iniziare un allevamento di cavalli che sembra promettere bene. Per caso incrocia un piccolo bambino ainu che sa solo il suo nome, Pon Shon, e beve sakè come surrogato del latte materno. Prima vorrebbe abbandonarlo, ma viene riportato indietro da un orso ammaestrato tipico degli indigeni di Hokkaido, quindi capisce che è un orfano e ne ha conferma quando trova una donna ainu uccisa. Riconosce le frecce di Yaju Dazai, il figlio maggiore della famiglia, un uomo violento e impulsivo. I due arrivano allo scontro in un villaggio colpito dal colera, in cui Shumari si era recato per comprare dei viveri. Il samurai è privo delle sue armi ed è costretto a uscire allo scoperto quando Yaju dà fuoco alle abitazione, ma lanciandogli addosso un vaso di olio, il primogenito Dazai è avvolto dalle fiamme e Shumari riesce a scappare.

Qualche anno dopo la miniera avviata dalla famiglia Dazai è sull'orlo del fallimento. Ha preso il triste nome di "cunicolo dei bruti", in cui vengono fatti lavorare prigionieri e disertori, che muoiono a ritmi molto alti per crolli o fughe di gas. Yahichi propone di richiedere fondi statali, ma il padre rifiuta per non sottomettersi all'autorità. L'allevamento di Shumari invece ha iniziato a produrre cavalli di buona qualità. Pon Shon è cresciuto ed è un aiuto indispensabile per il padre adottivo. Un giorno di presenta alla fattoria Mine Dazai, chiedendo di poter lavorare in cambio della metà dei 30.000 ryo dissolti nelle sorgenti termali, visto che la miniera è prossima al collasso. Su spinta di Pon Shon che vuole una nuova madre, Shumari, sia pure sicuro che la donna è qui solo per i soldi e potrebbe ucciderlo subito dopo averli ricevuti, accetta l'accordo. I rapporti inizialmente sono molto difficili e l'inverno particolarmente rigido complica le cose: il cibo scarseggia e uno dopo l'altro muoiono i cavalli della stalla finchè non ne sopravvive solo uno. Durante una tormenta più forte delle altre, la capanna crolla sotto il peso della neve, Mine è ferita, ma Shumari e Pon Shon riescono a salvarla e a costruire un iglù di fortuna in cui ripararsi.

Passato l'inverno il rapporto fra Mine e Shumari è radicalmente cambiato e i due convivono come fossero marito e moglie. La donna ha un breve confronto con il fratello Yahichi in cui le dice che il padre è ormai in punto di morte. Decide quindi di andarlo a trovare un'ultima volta, ma subito dopo viene picchiata dal fratello maggiore Yaju. Ritornata alla fattoria, poco dopo Pon Shon si ammala di Okori, una malattia dello stesso ceppo della malaria, e siccome Shumari è ancora ricercato, lei si occupa di andare a Sapporo dal medico. In città il dottore la scambia per Tae e, colpita da questo riconoscimento, decide di andare a far visita alla ex moglie del protagonista, dove constata la loro incredibile somiglianza. Crede quindi di essere solo un rimpiazzo della donna tanto amata da Shumari e che ora lo ha abbandonato, così, presa da una fortissima gelosia, decide di denunciare l'uomo alla polizia. Gli agenti in breve trovano la fattoria e la circondano, tanto che il samurai preferisce arrendersi per non mettere in pericolo il bambino malato. Mine comunque decide di tornare all'allevamento per prendersi cura di Pon Shon,

Shumari viene quindi tradotto allo Shujikan, un enorme penitenziario costruito per contenere i reduci dell'esercito dello shogunato dopo la guerra Boshin e anche i sopravvissuti della Ribellione di Satsuma del 1877 ad opera di Saigo Takamori. Nel carcere il samurai vede i trattamenti terribili a cui vengono sottoposti i detenuti, tanto che alcuni vengono evirati da un secondino senza una vera ragione. Con un'astuta provocazione, Shumari riuscirà a ottenere un regolare duello con quel carceriere e ad ucciderlo. Fa inoltre la conoscenza di Jubei, un altro ex samurai che con un piccolo scalpello aveva svuotato un intero tronco d'albero, e propone al protagonista di scappare insieme nascosti al suo interno.

Shumari è un manga in cui l'autore ha deciso di inserire diversi temi che fanno da sfondo alle vicende personali del protagonista: temi come le persecuzioni verso gli Ainu, autoctoni dell'isola, l'ecologia, il rispetto del territorio e più in generale la modernizzazione del Giappone durante il periodo Meiji. Lo stesso protagonista, spesso eroe suo malgrado, sarà testimone e a volte involontario attore dei diversi stravolgimenti che colpiranno il Giappone e Hokkaidō nella seconda metà del diciannovesimo secolo. Il filo conduttore che si può tracciare agli eventi è il cambiamento della società giapponese: da agricola e fondata sui samurai e il bushidō, a capitalistico-industriale e fondata sul denaro. Si intrecciano alla storia di Shumari anche alcuni eventi reali che hanno segnato la storia di Hokkaido nel secondo ottocento, come il terremoto che sconvolse l'isola, le frequenti alluvioni, le purghe e le persecuzioni efferate verso gli Ainu, la nascita di Sapporo con la conseguente urbanizzazione e la prima guerra sino-giapponese in Corea e Manciuria.

Osamu Tezuka dedica particolare attenzione agli Ainu durante la narrazione: sono spesso presenti e ne viene tratteggiato il declino causato dall'arrivo dei colonizzatori giapponesi dal sud. Lo stesso Shumari, che ammira e rispetta il loro modo di vivere, avrà sempre un sussulto di rabbia quando qualcuno mostra disprezzo o uccide un Ainu. Gli Ainu sono gli sconfitti, i vinti dalla fiumana del progresso che si abbatte su quella che era la loro isola e che vedono trasformarsi sotto i colpi dei nuovi proprietari, che li cacciano dai loro territori per poter sfruttare le risorse minerarie del suolo di Ezo (altro nome di Hokkaido) e spesso vengono uccisi da banditi interessati ai loro averi. Tezuka dedica loro molte pagine e addirittura una sequenza intera del manga, in cui un gruppo di profughi Ainu si dirige da Shumari che, nonostante il parere contrario di Mine, accoglie nei terreni della sua fattoria. Saputo di un assalto che avrebbe colpito il gruppo di Ainu, Shumari insieme all'amico Jubei si prodiga per respingere i banditi, ma, nonostante la sua eroica resistenza, non riesce a salvare gli Ainu e non potrà fare altro che constatare tristemente la sua sconfitta.

Ecologia ed economia

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Il rispetto del territorio e l'ecologia sono altri due grandi temi del manga, difatti con l'avanzare della storia Shumari constaterà come il territorio di Hokkaido ormai non sia più selvaggio e incontaminato come lo era in passato. Fra gli avvenimenti reali che si intrecciano alle vicende di Shumari c'è anche la grande caccia al cervo di Hokkaido, una varietà del Cervus nippon, degli anni 1873-1878, in cui venivano appiccati enormi incendi per stanare gli animali e che ha portato la specie quasi all'estinzione. La fattoria di Shumari rimane coinvolta in uno di questi enormi incendi e solo l'abilità e la prontezza del samurai salveranno Mine e Yasaburo.

La modernizzazione di Hokkaido porta con sé temi legati al lavoro nelle nuove realtà industriali. La miniera Dazai è un luogo dove inizialmente non esiste sicurezza e in cui i lavoratori muoiono ogni giorno, tuttavia sono considerati sacrifici necessari per il nuovo Giappone. I minatori inoltre sono scelti spesso fra i detenuti, che a loro volta sono ex soldati dello shogunato ridottisi a vivere di espedienti o costretti alla prigionia, molte volte tormentati dai loro carcerieri o dai superiori nel lavoro. Con il progredire del tempo si sviluppano anche forme di lotta sindacale e di nuovo la miniera di Yahichi Dazai ne è al centro. I movimenti dei lavoratori erano però spesso sfruttati dai rivali in affari, che contro Yahichi muoveranno un vero e proprio tumulto. L'uomo si mostra comunque comprensivo alle loro richieste e ne esaudisce alcune, tuttavia è spietato contro gli agitatori e li uccide a sangue freddo non appena gli sono consegnati.

Pon Shon è invece protagonista di un episodio sui temi di natura ambientale del manga. Nel periodo in cui Shumari è lontano, il bambino continua l'allevamento di cavalli, che però muoiono per via dell'acqua avvelenata che bevono da un fiume. Scopre che la causa sono gli scarti di una miniera di rame a monte rispetto alla fattoria, che vengono sversati nell'acqua e provocano la morte degli animali. Il giovane ainu protesta con il proprietario della fabbrica, ma viene immeritamente allontanato. Sarà Yahichi a risolvere la situazione per aiutare la sorella e il nipote, in modo che però mostra i rapporti di feroce competizione fra le aziende del periodo. Inizialmente infatti si era proposto di comprare la concessione mineraria, ma al rifiuto della sua proposta, lui e alcuni uomini devastano la sede della piccola miniera e ne uccidono i dirigenti.

  • Shumari: protagonista del manga, è un samo, cioè un giapponese, ex-vassallo dello shogun che ha disertato per passare alla fazione imperiale; testardo e spesso impulsivo che non riesce ad accettare il rifiuto di sua moglie Tae e perciò decide di cercarla fino agli estremi confini del mondo. Abilissimo spadaccino, anche se ha dato prova di sapersi arrangiare con le armi (anche improvvisate) che trova, tiene sempre fasciato il braccio destro, perfino quando svolge lavori manuali, perché come dice lui stesso, ogni volta che lo libera, muore qualcuno. Ammira e ha molto a cuore gli Ainu e il loro modo di vivere in armonia con la natura; tanto che il nome "Shumari" (lett. "volpe") è il nome ainu datogli da un decano ainu.
  • Yahichi Dazai: un uomo appartenente alla casta samuraica che diventa imprenditore minerario sull'isola di Hokkaido. Secondo figlio del vecchio patriarca Dazai, ex vassalli del clan Aizu alleato dello shogunato, è un uomo privo di scrupoli che veste e ha abitudini occidentali. Si presenta come un uomo piuttosto alto e magro, che tiene lunghi capelli neri dalla sua giovinezza fino alla vecchiaia e indossa quasi sempre un completo nero, inoltre è caratterizzato da uno sguardo e un sorriso tagliente che raramente lascia. Pur essendo meschino e spesso spietato, non manca di un certo senso dell'onore che di tanto in tanto viene a galla. Inizialmente condivide il sogno del padre di ricreare la Repubblica di Ezo con i capitali militari di Takeaki Enomoto, la morte del padre e sua indole realista però lo fanno virare verso un progetto più modesto di estrazione mineraria, che coltiva però con successo fino a diventare il terzo imprenditore dell'isola. Tiene infine molto a cuore la sua famiglia e ammira anche le abilità di Pon Shon, tanto che gli proporrà di essere suo vice ed erede in quanto figlio adottivo della sorella.
  • Mine Dazai: sorella di Yahichi, inizialmente è un personaggio con un carattere indomabile e da spirito libero. Di aspetto si presenta come una donna molto bella, alta e dal fisico tonico e slanciato anche con il progredire dell'età, con lunghi capelli neri e uno sguardo feroce. Su suggerimento del padre e del fratello tenta di raggirare Shumari per farsi consegnare i capitali del Goryōkaku; successivamente si innamorerà di Shumari e maturerà un carattere più dolce e amorevole verso il samurai e, soprattutto, Pon Shon, che lo considererà come suo figlio. Dalla relazione con Shumari nascerà anche un figlio che Mine chiamerà Yasaburo.
  • Pon Shon: un orfano ainu che Shumari adotterà come figlio dopo esserselo ritrovato davanti alla porta di casa. Figlio di una donna ainu produttrice di sakè uccisa da Yaju Dazai, considererà sempre Shumari suo padre e Mine sua madre. Ha una naturale armonia con gli animali, tanto da occuparsi fin da bambino dei cavalli che Shumari alleva. In seguito studierà agronomia all'istituto di Sapporo con ottimi risultati, tanto da essere scelto dal barone Hanamoto per un importante progetto agricolo. Da piccolo è un bambino con capelli lunghi, occhi grandi e piccolo di statura, mentre da ragazzo cresce molto in altezza e veste abiti tradizionali giapponesi. Siccome da piccolo la madre probabilmente non aveva sufficiente latte materno, era stato cresciuto con il sakè, che è molto nutriente, così ha un'incredibile capacità di reggere l'alcol. Prende il nome del padre come suo cognome, per cui è conosciuto anche come Zentaro Shumari.
  • Yaju Dazai: primogenito della famiglia Dazai è un uomo grosso, violento e spietato che uccide chiunque non gli vada a genio, a differenza del fratello però non è dotato della sua intelligenza e questo lo pone sempre in una posizione subordinata, tanto da essere sottoposto a Yahichi nell'azienda di famiglia. Odia Shumari e lo vuole uccidere, questa ossessione lo porterà alla morte dopo un crollo in una miniera, in cui era entrato proprio per ucciderlo.
  • Tae Otsuki: oggetto del desiderio e del profondo e ossessivo amore di Shumari, è una donna bellissima e incredibilmente somigliante a Mine Dazai, tanto che Mine verrà anche scambiata per lei. Di altezza media e dal carattere deciso ma non molto forte, spesso fatica a reggere i ritmi della vita in campagna da sola, tuttavia la sua determinazione la continua ad andare avanti. Ama profondamente Shoma Otsuki tanto da non voler lasciare il luogo in cui si trova la tomba del suo uomo e coltivare la terra poco fertile che la circonda, anche a costo di vivere con poco. In seguito ad un'alluvione conoscerà il nobile Kaname Hanamoto, segretario distrettuale di Sapporo, che si innamorerà di lei e infine sposerà. Non sarà mai veramente felice del matrimonio, anche perché lui ha abitudini troppo occidentali per lei, tuttavia cercherà di aiutarlo in ogni sua causa.
  • Kaname Hanamoto: nobile giapponese che vive a Sapporo dove occupa la posizione di segretario distrettuale. Alla sua prima apparizione lo si vede prodigarsi per aiutare gli sfollati in seguito ad una alluvione, lì conosce Tae e ne rimane subito affascinato. È un uomo dal carattere ambiguo: fortemente cristiano, ma con un senso dell'onore tutto giapponese, a tratti coraggioso e forte, così come pusillanime e rassegnato. Di aspetto è alto e dal fisico massiccio, quasi statuario, dal volto forte e spigoloso e tiene i capelli corti. Veste sempre abiti occidentali e ha preso molte abitudini dei paesi europei È stato profondamente segnato da un lungo viaggio in California dove ha constatato con mano il razzismo nei confronti dei giapponesi e le terribile condizioni degli emigrati lì stabilitisi. Si sposerà con Otae, ma la relazione non sarà particolarmente felice. Nel lavoro si troverà sempre in grande difficoltà a mediare fra i grandi imprenditori dell'isola che vedevano nel profitto personale l'unica regola da seguire.
  • Patriarca Dazai: ex vassallo del clan Aizu, alleato dello shogunato, si reca in Hokkaido come molti ex sostenitori dello shogun prima per un'ultima resistenza, poi per rifarsi una vita. È un uomo anziano, piccolo di statura con radi capelli bianchi. Si mostra privo di qualsiasi scrupolo pur di realizzare il suo sogno: rifondare la Repubblica di Ezo. Il suo piano è di incamerare terre il più possibile, poi di estrarre il carbone dal sottosuolo dell'isola e tenere così sotto lo scacco delle forniture di combustibili fossili il resto del Giappone. È una persona testarda e che non ammetterà mai il fallimento del suo ideale, tuttavia malgrado sia un uomo del vecchio ordinamento feudale, ha capito immediatamente le necessità del nuovo paese moderno. Il suo nome non è mai specificato.
  • Jubei l'hitokiri: un prigioniero che Shumari conosce nel suo periodo di prigionia e lavori forzati. Le sue origini sono misteriose: di sicuro è un ex samurai, ma lui dice di essere stato anche un falegname. Alla sua apparizione aveva ideato un piano di fuga, che però abbandona per non allontanarsi dal protagonista. Prova una fortissima amicizia verso Shumari e lo seguirà prima nella miniera Dazai in cui lavoreranno insieme, poi si stabilirà in una capanna poco lontano da quella dell'amico. Lo aiuterà anche a respingere un assalto di alcuni briganti. Conosce la Tennen Rishin-ryu, la tecnica di spada di Isami Kondo, comandante della Shinsengumi, e per questa ragione viene scambiato da una giovane donna di nome Natsume per Toshizo Hijikata, il vicecomandante della polizia dello shogunato. Profondamente buddista, recita spesso delle preghiere al Buddha Amida.
  1. Roberto Addari, Hikari Edizioni annuncia Shumari di Osamu Tezuka, 6 dicembre 2017. URL consultato il 4 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2019).

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