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Canepina

Coordinate: 42°22′59″N 12°13′58″E
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Image Disambiguazione – Se stai cercando la frazione di Camerino in provincia di Macerata, vedi Canepina (Camerino).
Canepina
comune
Canepina – Stemma
Canepina – Bandiera
Canepina – Veduta
Canepina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneImage Lazio
ProvinciaImage Viterbo
Amministrazione
SindacoAldo Maria Moneta (lista civica di centro-sinistra Democratici per Canepina) dal 26-5-2014 (3º mandato dal 10-06-2024)
Territorio
Coordinate42°22′59″N 12°13′58″E
Altitudine501 m s.l.m.
Superficie20,85 km²
Abitanti2 893[1] (28-2-2026)
Densità138,75 ab./km²
Comuni confinantiCaprarola, Soriano nel Cimino, Vallerano, Viterbo
Altre informazioni
Cod. postale01030
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056011
Cod. catastaleB597
TargaVT
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 309 GG[3]
Nome abitanticanepinesi
Patronosanta Corona
Giorno festivo14 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Canepina
Canepina
Canepina – Mappa
Canepina – Mappa
Posizione del comune di Canepina nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Canepina è un comune italiano di 2 893 abitanti[1] della provincia di Viterbo nel Lazio.

Geografia fisica

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Canepina si trova sul lato meridionale del Monte Cimino, la vetta più alta dei Cimini. Il borgo è situato alle falde del Monte Pizzo (671 m) e del Monte Montarone (761 m).

Il territorio è caratterizzato da un andamento collinare-montuoso. Il suolo è prevalentemente ricoperto da coltivazioni di castagno da frutto, anche se non mancano le coltivazioni di nocciole e di olivi. Il territorio di Canepina è quello con la percentuale boschiva più alta della provincia di Viterbo, ben l'82% della totalità comunale.[4]

Altra caratteristica del territorio è la presenza di molti corsi d'acqua, tra cui si ricorda il fosso Ripa, che attraversa tutto il paese passando sotto le strade comunali.

Origini del nome

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Il nome Canepina deriva dalla parola canapa: non a caso, ancora nel XVII secolo, il paese era soltanto una vasta piantagione di canapa. Da qui nacque il nome Canapina, divenuto nel secolo successivo Canepina[5].

Intorno alla metà dell'XI secolo, la potente famiglia dei prefetti di Vico[6], fece costruire nella zona un castello su un'altura, un dirupo allora inaccessibile, per vigilare, specialmente con la sua torre d'oriente, sulla piana del Tevere, da dove si temevano attacchi offensivi; intorno, isolati, vivevano accampati ai margini della intricata Selva Cimina, pastori e contadini. Nel 1154 il castello viene acquistato, da Adriano IV divenendo così patrimonio di S. Pietro. Il terreno ricco di acque, che scorrevano in ruscelli e si diramavano anche in una moltitudine di rivoli, favoriva la coltivazione della canapa.

Dal 1174 Canepina e il suo castello passarono sotto il dominio di Viterbo, che li donó nel 1332 alla Santa Sede. Nel 1544 il castello entró a far parte del nuovo stato del Ducato di Castro, che Paolo III aveva creato sette anni prima e vi rimase fino al 1649.

Il 5 giugno 1944 Canepina subì un bombardamento aereo dalle forze alleate intente a bloccare i tedeschi in ritirata, ma gli americani sbagliarono bersaglio e colpirono il centro abitato invece che un ponte; morirono 115 persone.

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria
«Piccolo centro superiore a tremila abitanti, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, subiva un violento bombardamento che causava la morte di centoquindici concittadini, in maggioranza donne e bambini, numerosi feriti e la distruzione di gran parte del patrimonio abitativo. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
 5 giugno 1944 - Canepina (VT)[7]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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  • Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta: chiesa principale del paese, costruita nel medioevo ma rimaneggiata nel XV-XVI secolo;
  • Chiesa di San Michele Arcangelo: adiacente al museo. La chiesa fu ricostruita per volontà del priore Angelo Menicucci, a partire dal 1582 e fu consacrata nel 1627. In essa è una pala con l'Adorazione dei pastori del fiorentino Pompeo Caccini, eseguita nel 1620. La tela, commissionata da Attilio de Nicolai, facoltoso mercante originario di Canepina, ritratto nella tela e sepolto nella stessa chiesa, mostra uno stile cigolesco, con riferimenti anche a Cristofano Allori.[8][9]
  • Chiesa di Santa Corona: chiesa dedicata alla patrona del paese; attesta dal 1200[10]
  • Chiesa della Madonna delle Grazie: piccola chiesetta risalente al periodo rinascimentale addossata a uno scosceso pendio;
  • Chiesa di San Giuseppe;

Architetture civili

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Palazzo Farnese
  • Palazzetto Farnese: eretto nel XVI secolo e attualmente sede degli uffici comunali, in piazza Garibaldi[11].
  • Monumento ai Caduti della I Guerra mondiale: struttura in pietra e bronzo raffigurante un angelo con in mano spada e scudo. Sul basamento della statua quattro lapidi riportano i nomi dei caduti canepinesi deceduti durante la grande guerra.

Architetture militari

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Castello Anguillara
  • Castello Anguillara, edificato intorno alla metà dell'XI secolo dalla famiglia Di Vico come roccaforte a controllo dei loro possedimenti e del territorio circostante[6].

Aree archeologiche

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Nella valle del Rio Francina, nei pressi del fiume Arcella, è presente un antico Santuario delle Acque, risalente al I-II sec. d.C., costituito da tre grossi massi di roccia vulcanica, dedicato alla Bona Dea.

La presenza di fossi e sorgenti permettono al paese di vantare diverse fontane e fontanili. Tra le fontane si può senz'altro citare la nota Fontanella: una fontana risalente al XVII secolo, posta all'ingresso sud del paese. Tra i fontanili presenti nel territorio comunale rurale invece, si segnala il Fontanile di Cavonelli, un tempo utilizzato come abbeveratoio per il bestiame e ancora oggi tra i più noti e frequentati del paese.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[12]

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Lingue e dialetti

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Il dialetto parlato nel paese è il canepinese, utilizzato quotidianamente e in maniera spontananea. Questa parlata, particolarmente conservativa e di difficile comprensione per i non autoctoni, rappresenta una vera e propria eccezione nel territorio provinciale. Per tutelare il dialetto e garantire la sua conservazione è nato nel 2014 il Vocabolario del Dialetto Canepinese.

Tradizioni e folclore

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  • Museo delle tradizioni popolari: situato nei locali dell’ex convento dei Carmelitani, adiacente alla Chiesa di San Michele Arcangelo, ospita numerosi oggetti dell’antica tradizione popolare. Al suo interno sono conservati macchinari e attrezzi, un tempo utilizzati per le lavorazioni agricole e artigiane locali, oltre a oggetti di uso quotidiano come costumi o semplici giochi folkloristici[13][14].
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Giornate della castagna
  • Biblioteca comunale[15].

Le specialità culinarie tipiche della zona sono i "maccheroni canepinesi" e i ceciliani. Si tratta di formati di pasta fatti rigorosamente a mano, dei quali il paese vanta le prime origini. Negli anni '90 invalse l'usanza di denominare i maccheroni come "fieno", ma tale appellativo è da ritenersi moderno e contaminante la denominazione originaria. Ad ogni modo, il vero nome che i canepinesi utilizzano per questo tipo di pasta è "maccaroni / e maccaroni". Il condimento tipico dei maccaroni è quello al ragù classico, con abbondante aggiunta di pecorino romano.

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).[16]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Canepina 237 1,01% 0,05% 383 0,64% 0,02% 242 401 245 411
Viterbo 23.371 5,13% 59.399 3,86% 23.658 59.741 24.131 61.493
Lazio 455.591 1.539.359 457.686 1.510.459 464.094 1.525.471

Nel 2015 le 237 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano l'1,01% del totale provinciale (23.371 imprese attive), hanno occupato 383 addetti, lo 0,64% del dato provinciale (59.399 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato una persona (1,62).

Il territorio comunale rientra nella zona di produzione del olio extravergine di oliva Tuscia DOP[5].

Tra le attività economiche più tradizionali vi sono quelle artigianali, come l'arte del legno, finalizzata al settore dell'arredamento, e in particolar modo alla produzione di botti di legno di castagno, pasta fatta a mano fieno canepinese[17] e ciciliani al ferro.[18]

Infrastrutture e trasporti

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Canepina non ha una stazione ferroviaria propria (Vallerano-Canepina) sulla ferrovia in concessione Roma-Civita Castellana-Viterbo. La stazione si trova ai piedi del paese di Vallerano, quindi a una distanza dal centro abitato di 3 chilometri in linea d'aria. Inoltre il paese è collegato alle zone limitrofe con bus regionali.

Canepina è collegata tramite la strada provinciale 25 Canepinese, a Vallerano e Vignanello e attraverso la strada provinciale 1 "Cimina" a Viterbo.

Amministrazione

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Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Canepina passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Altre informazioni amministrative

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Canepina fa parte della Comunità Montana Cimini.

La squadra di calcio del paese è l'A.S.D. Atletico Cimina Falisca, che milita nel girone A di promozione laziale.

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. Simone Ricci, I comuni con più boschi della Tuscia: il record è di Canepina, su ViterboToday, 23 ottobre 2025. URL consultato il 12 novembre 2025.
  5. 1 2 fpallotta, Canepina, su VisitLazio. URL consultato il 18 aprile 2026.
  6. 1 2 Canepina, su Comunità Monti Cimini. URL consultato il 18 aprile 2026.
  7. Canepina Comune di, su quirinale.it. URL consultato il 7 aprile 2026.
  8. Luogo: Chiesa di San Michele Arcangelo, 21 dicembre 2022. URL consultato il 18 aprile 2026.
  9. S. Alloisi, in Un’antologia di restauri. 50 opere d’arte restaurate dal 1974 al 1981, catalogo della mostra, Roma 1982, cat. 27, pp. 73-75.
  10. "Costruita sul monte più vicino al paese, esisteva già alla fine del 1200, quando Onorio IV la concesse al Monastero di S. Silvestro in Capite di Roma, con alcuni territori confinanti" in Pagina sul sito della Proloco
  11. Palazzetto Farnese, su comune.canepina.vt.it. URL consultato il 18 aprile 2026.
  12. Dati tratti da:
  13. Museo delle tradizioni popolari, su compagniadeilepini.it. URL consultato il 18 aprile 2026.
  14. Sarah Isidori, Museo delle Tradizioni popolari di Canepina, su VisitLazio. URL consultato il 18 aprile 2026.
  15. Benvenuti, su Biblioteca Comunale di Canepina (VT). URL consultato il 18 aprile 2026.
  16. Atlante Statistico dei comuni dell'Istat, su asc.istat.it. URL consultato il 12 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
  17. pastafanelli.it, https://www.pastafanelli.it/linee/#tipiche-canepinesi.
  18. Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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