Chiuro
| Chiuro comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Tiziano Maffezzini (lista civica) dal 7-6-2009 (4º mandato dal 9-6-2024) |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°10′14.96″N 9°59′21.68″E |
| Altitudine | 389 m s.l.m. |
| Superficie | 51,76 km² |
| Abitanti | 2 444[1] (28-2-2026) |
| Densità | 47,22 ab./km² |
| Frazioni | Casacce, Castionetto |
| Comuni confinanti | Brusio (CH-GR), Castello dell'Acqua, Lanzada, Montagna in Valtellina, Ponte in Valtellina, Poschiavo (CH-GR), Teglio |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 23030 |
| Prefisso | 0342 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 014020 |
| Cod. catastale | C651 |
| Targa | SO |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[2] |
| Cl. climatica | zona E, 2 873 GG[3] |
| Nome abitanti | chiuresi, chiuraschi, maiarani. |
| Patrono | san Giacomo e sant'Andrea |
| Giorno festivo | 30 novembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Chiuro, (Ciǜür in dialetto valtellinese[4]), è un comune italiano di 2 444 abitanti[1] della provincia di Sondrio in Lombardia. È situato nella media Valtellina sulla sponda destra del fiume Adda, che dista circa 10 chilometri ad est dal capoluogo.
Reperti preistorici
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Nel 1959 Maria Reggiani Rajna rinvenne, incastrate nel muretto di una vigna presso la contrada Castionetto, due stele preistoriche attualmente custodite presso il Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio.
La prima stele ha forma di parallelepipedo (60 cm per 30 cm) ed è decorata su entrambe le facce. Su una faccia è raffigurato un elemento a tre linee parallele, probabilmente una collana. Secondo gli esperti risalirebbe all'eneolitico (2200 - 1800 a.C.). L'altra faccia rappresenta una figura antropomorfa che afferra nella mano destra un'ascia dal lungo manico, una sorta di alabarda. Secondo il Priuli, si sovrapporrebbero ben 5 fasi di incisioni in cui l'ultima fase sarebbe di epoca medioevale.
La seconda stele mostra una rappresentazione di una ruota a doppio cerchio con otto raggi interni. Secondo Emmanuel Anati, archeologo e direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici di Capo di Ponte, questa figura sarebbe "comune nell'arte rupestre camuna a partire dal secondo periodo, ossia dall'eneolitico, ma sconosciuto altrove". Potrebbe trattarsi di un simbolo solare o semplicemente di una raffigurazione di una ruota.
Monumenti e luoghi di interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Chiesa dei Santi Giacomo e Andrea
[modifica | modifica wikitesto]La chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Andrea[5] risale all'epoca medioevale[6]. Già attestata nel XIII secolo come cappella sotto la giurisdizione della pieve di Tresivio[7],[8] fu consacrata il 24 giugno 1487[9] da Antonio vescovo di Salona. Dopo essere stata elevata a sede di arcipretura,[7] venne ricostruita in stile barocco nel 1643[10].
Nel 1896-97, a causa dell'incremento demografico, si decise di ampliare[11] la chiesa prolungandola di una campata[11]. La facciata si trovò pertanto addossata al Portico dei Disciplini, riccamente affrescato dal pittore grosino Cipriano Valorsa[12] (1514-1604) attiguo alla Cappella di Santa Marta con affreschi della scuola di Giovannino da Sondalo.
Di tipo decorativo furono alcuni interventi intercorsi negli anni 1950: la facciata venne arricchita da mosaici[11] raffiguranti i santi titolari della chiesa con al centro Gesù, mentre la campata più recente fu affrescata dall'uggiatese Torildo Conconi[13].
L'interno, con ricche decorazioni in stucco del ticinese Agostino Silva[11][14] (1620-1706), presenta numerose opere d'interesse: nella seconda cappella a sinistra Crocifissione di Gian Giacomo Borni (1635-1700), detto Giacomo Bate, una predella I quattro Evangelisti di scuola valorsiana del 1567, nel presbiterio tele e affreschi del pittore di Caspano, nel comune di Civo, Giacomo Parravicini[11][14] (1660-1729) dai toni cupi, sopra l'altare maggiore il ciborio ligneo dorato dell'intagliatore della Val di Sole Michele Cogoli realizzato nel 1692,[11][13] gli stalli corali lignei sono del comasco Pietro Brasca[13] del 1527[13]. La volta presenta affreschi del bergamasco Giuseppe Brina.
Il campanile fu realizzato su progetto del vacallese Giovanni Antonio Piotti.[14]
Nella casa parrocchiale, posta a lato della chiesa, si trova un San Vincenzo Ferreri del pittore ticinese Giuseppe Antonio Petrini di Carona (1677-1759).
- Portico dei Disciplini
- Portico dei Disciplini
- Portico dei Disciplini
Chiesa della Madonna della Neve e San Carlo
[modifica | modifica wikitesto]Dedicata alla Madonna della Neve e a San Carlo,[15] la chiesa fu edificata nel 1600, per voto del nobile Giovanni Antonio Quadrio, su una preesistente chiesetta. Consacrata il 18 settembre 1628 dal vescovo di Como Lazaro Carafino, è dedicata alla Beata Vergine della Neve e a San Carlo Borromeo. L'8 gennaio 1748 venne benedetto l'altare dedicato a San Francesco di Paola e il 22 giugno 1751 l'altare dedicato a San Vincenzo Ferreri. Nell'anno 1773, Carlo Domenico Giudice realizzò il portale in marmo dell'ingresso principale. La facciata presenta tre statue, Sant'Andrea, San Carlo Borromeo e Maria, madre di Gesù, realizzate dal ticinese Andrea Casella. All'interno la navata è coperta da una volta a botte completamente affrescata con tre medaglioni dipinti da Cesare Ligari (1716-1770) e incastonati entro quadrature di Giuseppe Coduri detto il Vignoli (1720-1802). Muovendosi dall'ingresso verso l'altare maggiore, le pitture presenti sulla volta raffigurano: Davide e Salomone,l’Allegoria della Purezza, l’Assunzione di Maria e l’Allegoria della Verità. Il tema dell'Assunzione si ritrova nel presbiterio, più precisamente nel dipinto eseguito dal valtellinese Giacomo Parravicini detto il Gianolo (1660-1729). A tema mariano è anche l'altare maggiore, dove trova posto una statua raffigurante la Madonna col Bambino. Altre opere conservate all'interno della chiesa: una grande tela raffigurante il Miracolo della Madonna della Neve realizzata nel 1716 da Giuseppe Brina, affreschi realizzati nel 1751 dal milanese Alessandro Parravicini, episodi della vita di San Giuseppe, opera di Torildo Conconi, una tela con San Nicola vescovo del bormino Carlo Marni.
Altri edifici religiosi
[modifica | modifica wikitesto]Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]La torre di Castionetto
[modifica | modifica wikitesto]La Torre di Roncisvalle detta anche Torre di Castionetto è una torre di osservazione che sorge in contrada Castionetto ad un'altitudine di 689 m s.l.m. e viene tradizionalmente indicata come appartenuta a Stefano Quadrio, condottiero del XV secolo. Si affaccia sulla Valtellina a costituire, ancora oggi, un punto di osservazione preferenziale.
- La Torre di Roncisvalle
- Ingresso originale al primo piano
Altro
[modifica | modifica wikitesto]- Palazzo Quadrio[18] (XVI secolo),[19][20] impostato su una fortificazione di epoca medievale[21].
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[22]

Economia
[modifica | modifica wikitesto]Artigianato
[modifica | modifica wikitesto]L'artigianato locale è incentrato sulla produzione del tappeto tipico denominato il <<pezzotto>> valtellinese, caratterizzato da una grande vivacità e varietà di colori, oltre a pregevoli disegni geometrici.[23][24]
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]L'amministrazione comunale è al momento costituita dalla lista civica "Rinnovamento e Continuità per Chiuro" con il sindaco Tiziano Mafezzini.
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Presente sul territorio comunale il Gruppo Sportivo di Chiuro, che organizza principalmente attività di Atletica, Pallavolo e molto altro.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Chiuro è attraversato, nel settore meridionale del territorio comunale, dalla strada statale 38 dello Stelvio, principale asse viario della Valtellina. Da tale arteria si diramano alcune strade provinciali come la strada provinciale 23, che collega il comune a Castello dell'Acqua, e la strada provinciale 21 dir/D, che mette in comunicazione la parte meridionale del territorio comunale con la frazione di Castionetto; il territorio comunale è inoltre servito dalla strada provinciale 21, nota come "Strada panoramica dei castelli", che attraversa la frazione di Castionetto e collega i centri del versante retico tra Sondrio e Teglio.
Il territorio è servito dalle stazioni ferroviarie di Chiuro e di Ponte in Valtellina (quest'ultima posta nella località di Casacce) entrambe aperte nel 1902 e situate lungo la linea Tirano-Lecco, con collegamenti ferroviari regionali e RegioExpress gestiti da Trenord.
Il trasporto pubblico su gomma è assicurato da linee automobilistiche extraurbane gestite dalla Società per i Trasporti Pubblici di Sondrio, che collegano il comune con il capoluogo e con le principali località della media e alta Valtellina, nonché con le frazioni del territorio comunale.[25]
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Stemma Quadrio
- Stemma Quadrio
- Stemma Quadrio
- Stemma abraso
- Stemma Besta de Gatti
- Stemma Gaifassi di Morbegno

Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 239.
- ↑ Comune di Chiuro - Chiesa Parrocchiale dei Santi Giacomo e Andrea, su www.comune.chiuro.so.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Territorio, su Latteria di Chiuro. URL consultato il 18 novembre 2025.
- 1 2 Parrocchia dei Santi Giacomo e Andrea, sec. XV - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Unit�, su www.provinciasondrio.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ CHIESA SS. GIACOMO E ANDREA | I Luoghi del Cuore - FAI, su fondoambiente.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Parrocchie, su www.provinciasondrio.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 Chiesa dei SS. Giacomo e Andrea, Largo Valorsa - Chiuro (SO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Portico e Cappella dei Disciplini, su Visita Sondrio. URL consultato il 18 novembre 2025.
- 1 2 3 4 Charta Itinerum, su www.gpsvarese.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- 1 2 3 (EN) Chiesa dei SS Giacomo e Andrea Chiuro, 1295 1298 -, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Comune di Chiuro - Chiesa della Madonna della Neve e San Carlo., su www.comune.chiuro.so.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- 1 2 Parrocchia dei Santi Giacomo e Andrea -, su annuariocattolico.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Chiuro - Itinerari fra storia ed arte, su percorsiculturali.cmsondrio.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ PALAZZO QUADRIO DE MARIA PONTASCHELLI | I Luoghi del Cuore - FAI, su fondoambiente.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Cicardi, p. 69
- ↑ Palazzo Quadrio De Maria Pontaschelli (già), Via Borgo Francone, 1(P),3(P),5,7,9,11,13 - Chiuro (SO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Castello di Stefano Quadrio a Chiuro: storia e vino nella Casa Vinicola Negri, su calendariovaltellinese.com. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 12.
- ↑ Prodotti artigianali della Lombardia, su guidaconsumatore.com. URL consultato il 17 aprile 2016.
- ↑ Società Trasporti Pubblici di Sondrio | Trasporti STPS, su www.stps.it. URL consultato il 17 maggio 2024.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Maria Grazia Cigardi e Paolo Lazzarin, Valtellina e valli minori, a cura di Maria Teresa Capaldi, collana Le guide di Alp, Suppl. al numero 182 di Alp - giugno 2000, Torino, Vivalda Editori, 2000, ISBN 88-7808-466-2.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Chiuro
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.chiuro.so.it.
- Chiuro, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 238775693 |
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