Ciparisso
| Ciparisso | |
|---|---|
| Nome orig. | Κυπάρισσος (Kypárissos) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Isola di Ceo |
| Professione | Cacciatore e principe di Ceo |
Ciparisso (in greco antico Κυπάρισσος?, Kypárissos; in latino Cyparissus) è un personaggio della mitologia greca e romana. Fu un amante di Apollo e, nella tradizione latina, del dio Silvano, e fu trasformato in un albero del cipresso, divenendo il simbolo del lutto.
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio di Telefo il re di Ceo (da non confondere con Telefo il re di Misia).[1]
Non sono noti i nomi di eventuali spose o discendenti.
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Il mito di Ciparisso è tramandato principalmente nelle Metamorfosi di Ovidio, dove viene descritto come un bellissimo giovane amato dal dio Apollo.[2] Esiste inoltre una variante riportata nelle Georgiche di Virgilio che lo associa invece al sentimento e al culto del dio delle foreste Silvano.[3]
Il racconto di Ovidio
[modifica | modifica wikitesto]
Nel racconto ovidiano, la compagnia preferita del giovane Ciparisso era un bellissimo cervo addomesticato e consacrato alle ninfe dell'isola di Ceo. L'animale, che portava corna dorate e collane preziose, non aveva timore degli uomini ed era profondamente legato al ragazzo, che lo conduceva al pascolo e lo adornava con ghirlande di fiori.[2]
La tragedia si consumò durante un caldo pomeriggio estivo poiché mentre il cervo riposava all'ombra tra la fitta vegetazione, Ciparisso lo uccise accidentalmente scagliando il proprio giavellotto durante una battuta di caccia. Sopraffatto da un dolore totale e inconsolabile, il giovane rifiutò ogni conforto da parte di Apollo e supplicò gli dèi di poter piangere per sempre. Consumato dalle lacrime, il suo corpo si trasformò in un Cipresso, l'albero della tristezza.[2] Questa metamorfosi assume un valore eziologico, spiegando l'origine del legame tra la pianta del cipresso e il suo significato culturale legato al lutto.
La variante di Silvano
[modifica | modifica wikitesto]Nella tradizione puramente latina, antecedente all'opera ovidiana, la figura di Ciparisso viene sottratta al legame con Apollo e affiancata a quella di Silvano, la divinità romana delle foreste e dei campi. Come accennato da Virgilio nelle Georgiche e successivamente dettagliato dal commentatore Servio, il dio era profondamente legato al giovane cacciatore. A seguito della morte del ragazzo e della sua conseguente trasformazione in albero, Silvano rimase talmente colpito dal dolore da essere costantemente raffigurato nell'iconografia romana mentre reca in mano un giovane cipresso sradicato, conservato come eterno tributo alla memoria del suo amato.[3][1]
Interpretazione mitologica e antropologica
[modifica | modifica wikitesto]Il contesto iniziatico
[modifica | modifica wikitesto]
Il mito di Ciparisso, così come quello del suo coetaneo Giacinto, è stato spesso interpretato dagli studiosi come il riflesso del costume sociale della pederastia istituzionalizzata nell'antica Grecia, con il ragazzo amato in qualità di eromenos dal dio in versione di erastès. Questo rimando mitologico rappresenta il processo di iniziazione alla vita adulta di tutti gli adolescenti di sesso maschile,[4] con il passaggio attraverso una "morte e trasfigurazione" rituale per il partner più giovane. In tutti questi racconti, come osserva il mitologo Karl Kerényi, i bellissimi ragazzi amati dalla divinità sono interpretabili come dei doppi di Apollo stesso, ovvero come suoi alter ego.[5]
Il significato del cervo e della caccia
[modifica | modifica wikitesto]
Il cervo come dono fatto da Apollo riflette l'usanza ben presente nella società greca arcaica che vedeva il maschio più anziano (l' erastes) regalare al suo amato un animale, un atto frequentemente raffigurato anche nella pittura vascolare della ceramica greca.[6] Nel contesto iniziatico, la caccia rappresentava invece una preparazione — sotto la stretta sorveglianza maschile adulta — per le arti virili della guerra, oltre che un banco di prova per il comportamento ed il rafforzamento del carattere, con il cervo recato in dono che finisce per divenire la preda del cacciatore.[7]
In botanica
[modifica | modifica wikitesto]La parola Cupressus è stata utilizzata per descrivere un genere di Cupressaceae; questo genere è stato descritto per la prima volta nel XVIII secolo dal biologo svedese Linneo. Nei tempi moderni c'è un dibattito tassonomico riguardo quali specie dovrebbero essere mantenute nel genere "Cupressus".[8]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (LA) Servio Mario Onorato, Commentarii in Vergilii Aeneidos libros, 3.680, su Topostext. URL consultato il 24 maggio 2026.
- 1 2 3 (LA) Publio Ovidio Nasone, Metamorfosi, X, 106-142, su Topostext. URL consultato il 25 maggio 2026.
- 1 2 (LA) Publio Virgilio Marone, Georgiche, I, 20, su la.wikisource.org. URL consultato il 25 maggio 2026.
- ↑ Bernard Sergent, Homosexualité dans la mythologie grecque, 1984 (cap. 2), con un'introduzione di Georges Dumézil.
- ↑ Karl Kerényi, The Gods of the Greeks, Thames & Hudson, 1951, p. 240.
- ↑ I regali di animali da parte degli erastes così come appaiono nei dipinti dei vasi attici vengono discussi da Gundel Koch-Harnack, Knabenliebe und Tiergeschenke: Ihre Bedeutung im päderastischen Erziehungssystem Athens, Berlino, 1983.
- ↑ Koch-Harnack, Knabenliebe und Tiergeschenke.
- ↑ C. Michael Hogan e Michael P. Frankis, 2009.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikisource contiene una pagina dedicata a Ciparisso
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ciparisso
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Apollo and Cyparissus, su androphile.org (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2005).
- Andreas Rumpf, Ciparisso, in Enciclopedia dell'arte antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1958. URL consultato il 28 aprile 2016.
