Tiras
Tiras era, secondo Genesi 10 e Cronache 1, l'ultimo figlio di Jafet, figlio di Noè. Si tratta di un personaggio della cosiddetta "Tavola delle Nazioni", un testo di natura teologica ed eziologica che riflette la geografia del mondo conosciuto dagli autori biblici, e non un documento di etnografia storica nel senso moderno.
L'identificazione più consolidata nella tradizione storica è quella di associare Tiras con i Traci: Flavio Giuseppe[1] associa esplicitamente Tiras ai "Thirasiani", ovvero ai Traci, identificazione coerente con la toponomastica antica (il fiume Tyras, l'odierno Dniestr, e la colonia greca di Tyras portavano questo nome).
Alcuni studiosi ottocenteschi, a partire da Johann Christian Friedrich Tuch (1838),[2] proposero di identificare Tiras con i Tirreni/Etruschi, basandosi su un'assonanza fonetica tra i nomi e sulla tradizione erodotea (I, 94) di un'origine lidia dei Tirreni. Tale ipotesi non ha trovato seguito nella ricerca moderna: la storiografia contemporanea sull'origine degli Etruschi, che prevale nel considerarli un popolo autoctono dell'Italia, come già sosteneva Dionigi di Alicarnasso,[3][4][5][6] esclude un collegamento con la Tavola delle Nazioni biblica, e la linguistica comparativa non supporta l'equivalenza tra il nome ebraico Tiras e l'etnonimo greco Tyrrhēnoi.
Altri studiosi hanno proposto di identificare Tiras con i Tursha o Teresh, uno dei gruppi annoverati tra i Popoli del Mare nelle iscrizioni egiziane di Ramesse III e nella Stele di Merneptah. Il collegamento si basa sulla somiglianza consonantica tra il nome ebraico Tiras (T-R-S) e questi etnonimi egizi, ma l'identificazione rimane ipotetica e non ha raggiunto un consenso nella ricerca.[7]
Interpretazioni
[modifica | modifica wikitesto]Secondo il Libro dei Giubilei, l'eredità di Tiras consisteva in quattro grandi isole nell'oceano.
Flavio Giuseppe scrisse che Tiras divenne antenato dei "Thirasiani" (Traci) - un popolo "dai capelli di fiamma" (capelli rossi o biondi) secondo Senofane (Antichità degli ebrei, I, 6). Tiras o Tyras nell'antichità era anche il nome del fiume Dniestr e di una colonia greca situata vicino alla sua foce; gli abitanti nativi della regione circostante erano i Tyragetae. I Geti erano una delle componenti principali dei Traci (Erodoto 4.93, 5.3), che i Greci ritenevano discendessero dall'omonimo Trace.
Il geografo e filosofo greco Strabone (63 a.C. - 24 d.C.) contava ventidue gruppi etnici in tutta la Tracia[8]. Le Storie di Erodoto hanno notato i Traci crobyziani (Hist. IV, 49), i Dolonci (VI, 34), i Brygi (VI, 45), i Sintii di Lemno (VII, 45), e altri collocati nelle valli del Nestus e dello Strymon (VII, 110): Paeti, Cicones, Bistones, Sapaei, Dersaei, Edoni e Satrae[9].
Movses Khorenatsi, storico armeno del V secolo, attribuiva al nipote di Tiras, Haik la fondazione della nazione armena. Secondo il trattato Yoma, nel Talmud, Tiras è l'antenato della Persia.
Lo storico persiano Muhammad ibn Jarir al-Tabari (c. 915) racconta una tradizione secondo cui Tiras ebbe un figlio di nome Batawil, le cui figlie Qarnabil, Bakht e Arsal divennero rispettivamente le mogli di Cush, Phut e Canaan.
Una raccolta ebraica medievale, le Cronache di Jerahmeel, oltre a citare lo Josippon come sopra, fornisce anche una tradizione separata dei figli di Tiras, nominandoli Maakh, Tabel, Bal'anah, Shampla, Meah ed Elash. Questo materiale fu in definitiva derivato da Pseudo-Filone (circa 75 d.C.), copie esistenti del quale elencano i figli di Tiras come Maac, Tabel, Ballana, Samplameac ed Elaz.
Un altro testo rabbinico medievale, il Libro di Jasher (7: 9) registra i figli di Tiras come Benib, Gera, Lupirion e Gilak, e in 10:14 afferma che Rushash, Cushni e Ongolis sono tra i suoi discendenti. Una collezione rabbinica precedente (950 d.C.), lo Josippon, afferma allo stesso modo che i discendenti di Tiras fossero i Rossi di Kiv, cioè Rus' di Kiev, elencandoli insieme ai presunti discendenti di suo fratello Meshech come "i Rossi, i Saqsni e gli Iglesusi".
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, I, 6
- ↑ Johann Christian Friedrich Tuch, Kommentar Über die Genesis, pp. 216-217 216-217.
- ↑ (EN) Dominique Briquel, Etruscan Origins and the Ancient Authors, in Jean Turfa (a cura di), The Etruscan World, London and New York, Routledge Taylor & Francis Group, 2013, pp. 36-56, ISBN 978-0-415-67308-2.
- ↑ (EN) Simon Hornblower, Antony Spawforth, Esther Eidinow (a cura di), Etruscans, in The Oxford Companion to Classical Civilization, Oxford, Oxford University Press, 2014, p. 638, ISBN 978-0-19-101676-9.
- ↑ (FR) Dominique Briquel, L'origine lydienne des Étrusques. Histoire de la doctrine dans l'Antiquité, Rome, École Française de Rome, 1991, ISBN 978-2-7283-0211-6.
- ↑ (EN) D. W. R. Ridgway, Etruscans, in Simon Hornblower, Antony Spawforth, Esther Eidinow (a cura di), The Oxford Companion to Classical Civilization, II, Oxford, Oxford University Press, 2014, pp. 291-292, DOI:10.1093/acrefore/9780199381135.013.2510, ISBN 9780191016752.«Briquel's convincing demonstration that the famous story of an exodus, led by Tyrrhenus from Lydia to Italy, was a deliberate political fabrication created in the Hellenized milieu of the court at Sardis in the early 6th cent. bce..»
- ↑ Eliezer D. Oren, The Sea Peoples and Their World: A Reassessment, University of Pennsylvania Press, 9 ottobre 2013, p. 76, ISBN 1-934536-43-1.
- ↑ Hamilton H. Claude e Falconer William, Fragment 47 (Book VII) of The Geography of Strabo, su archive.org, London, H. G. Bohn, 1854-1857, p. 515.
- ↑ (EN) Herodotus, The Histories (Book VII, 111.1-2), su Project Perseus, traduzione di A. D. Godley, Cambridge, Harvard University Press, 1920 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2011).