– Omar Muratore

“Le emozioni, come i pensieri, invece, duravano meno di un respiro. Però, secondo le antiche teorie pre-sten, era possibile usare dei pensieri positivi per condizionare il proprio stato emotivo, ma per farlo mi dovevo convincere che quei pensieri fossero… veri. Non giusti o saggi, veri. No, troppo complicato. Non ce la potevo fare. Rimandai la questione a un momento migliore, se mai fossi tornata su Probe, e mi consolai pensando che evoluti e sten erano stati creati proprio come soluzione a questo problema.”

Dai romanzi, al cinema, alle serie televisive, le migliori storie di fantascienza sono quelle che fanno della condizione dell’uomo materia di riflessione. “Spine” di Franci conforti (Urania 1707, Mondadori) non fa eccezione. Il romanzo vincitore del Premio Urania 2021 ha dalla sua un worldbuilding tanto concreto quanto l’umanità dei suoi personaggi; siano essi nativi (della Terra) oppure evoluti. Così si distingue il genere umano nell’anno 3959, anno in cui inizia la vicenda.

Ellie Salgado, una nativa cresciuta su Probe (“un insieme di biobolle in perenne viaggio tra Marte e la Luna”), è una negoziatrice e conduttrice la cui trasmissione è molto popolare tra gli Animar, animali geneticamente migliorati che lavorano al fianco degli uomini. Sempre dalla parte dei diritti animar, Ellie Sa usa le sue abilità di negoziatrice per impedire che vengano maltrattati e sostituiti con i sintetici (e quindi meno impegnativi) Friendz.

L’avventura della nostra negoziatrice dai capelli zaffiro inizia su un tavolo operatorio, durante una strana procedura della quale non ci viene, per ora, rivelata la natura. È importante che Ellie mantenga viva la memoria durante il trattamento ed è in questo frangente che ripercorriamo insieme a lei gli eventi accaduti.

Illustrazioni di Franco Bambrilla per la collana Urania

L’impianto thriller/spy-story della narrazione è chiaro fin da subito. Ellie si ritrova un Friendz distrutto davanti alla porta di casa con uno strano chip che decide di tenere, si intrufola clandestinamente sulla Terra insieme a Otta, una koalar intrufolatasi nel suo appartamento la sera prima. Sul pianeta facciamo la conoscenza di Joe e Ivan, due ex-poliziotti nativi che capiscono immediatamente che la ragazza nasconde qualcosa. Le conclusioni successive porteranno i due ex agenti a far luce su quanto grave sia la situazione: qualcuno è sulle tracce di Ellie.

Inizia una fuga repentina che allaccia le tre trame portanti del romanzo e che ci danno modo di ammirare il vivido immaginario dell’autrice, e il suo alter ego di biologa. La Terra del futuro che ci mostra Franci Conforti è un mondo che ha fatto pace con gli esseri umani e che ha rafforzato ancora di più il loro legame. La gente vive in Arbopoli in cui le abitazioni sono alberi senzienti che si prendono cura dei propri inquilini. Ecco che l’ambiente che l’uomo ha messo a rischio 2000 anni prima si è fatto ancora una volta Madre Terra, riportando i figli al proprio seno, com’era in origine. L’armonia tra gli esseri umani e la loro casa è totale.

Lo stesso non si può dire dell’uomo in sé, ancora costretto a fare i conti con l’istintività dei propri comportamenti e il suo lato oscuro. Se i nativi sono costretti dalla nascita ad indossare uno sten che ne limita le emozioni, gli evoluti ne sono geneticamente privati, perché è l’emozione l’origine primordiale della cattiveria umana. Franci Conforti ci ricorda che la verità non sta mai agli estremi ed è proprio in questa zona grigia che l’autrice da prova di grande abilità nel costruire la psiche dei suoi personaggi. Ellie imparerà a conoscersi in maniera profonda una volta sulla Terra, come non aveva mai avuto modo di fare e anche gli altri personaggi dovranno trovare il coraggio di attraversare i propri confini.

La lettura risulta scorrevole; l’unica nota dolente sono i tanti refusi disseminati lungo il testo (probabilmente a causa delle tempistiche ridotte per mandare in stampa il volume). L’edizione è arricchita da un Atlante minimo in cui non solo l’autrice raccoglie i luoghi della narrazione ma ne diventa anche illustratrice, con immagini evocative in bianco e nero.

Quali sono dunque le Spine che danno il titolo al romanzo? Le Spine saranno una minaccia costante, un’organizzazione criminale che agisce nel reale e trova radici nel metaverso, non lasciano scampo e renderanno impossibile non lacerarsi la pelle e ferirsi. Ma sono soprattutto le spine che caratterizzano l’essere umano ad essere il cuore della narrazione e, per stessa ammissione dell’autrice, un viaggio “vergognosamente ottimista”. Ed è una buona dose di ottimismo che Franci Conforti ci restituisce nelle ultime pagine, una dose booster che ci ricorda che le seconde possibilità spettano a tutti, basta coglierle.

Lascia un commento

in tendenza