
Foto personale. Niguarda
5,30
Silenzi ingombranti
mentre l’alba
socchiude il sonno
nei meandri del tempo.
C’è respiro
nell’attesa,
batte a ritmo
il cuore,
vigile, attento,
adagia il mio
andare.
Allungo la mano,
è vuota;
attorno, stracci di sonno
riempiono i polsi.
Un sospiro
s’adagia tra le dita:
è attesa.
Attorno a briciole
di buio, l’alba
va via lasciando
luce a grappoli di neon.
Qui, nella stanza,
muto il verso
tra righe di dolore
e paure.
Adagio s’apre la porta
scorrevole
al suono della sirena:
la frenesia di mani e volti,
tutto, in pochi minuti,
si richiude
portandosi dietro
ogni dolore;
qui, immancabile,
il vuoto a rende.
Chiara









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