una J puntata

14 Lug
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La stagione turistica volgeva al termine e a dirla tutta non era stata una grande stagione.

La signora Jole era restia a scendere in negozio, le sembrava una beffa quotidiana spolverare le statuine di giada, i ninnoli di vario valore, gli avori ingialliti e tutti quegli altri oggetti amati, antichi più di lei, e poi dover restare lì in attesa di un acquirente che quasi certamente non sarebbe entrato. Preferiva stare nelle sue stanze sopra al negozio, in poltrona o affacciata alla finestra a fissare il sottile strato di foschia adagiato come una patina protettiva sulla superficie dell’acqua. Il lago le restituiva intatta la malinconia con cui lei lo guardava.

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soldatini di mais

10 Lug
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Se, anticipando la calura, sali per tempo su fino al castello che sta in vetta alla collina, poi, superato il crinale, ti puoi godere la discesa verso la pianura, giù fino alle risaie.

Ma prima ancora di arrivare ai chicchi di riso c’è una successione di piantagioni e di coltivi che ti riempiono di orgoglio come fossi un generale che in piedi sulla jeep passa in rassegna le sue truppe: i filari di peschi carichi di frutti al massimo splendore, i castagni in doppia fila, slanciati come corazzieri, i girasoli un po’ svogliati, schiere a capo ciondoloni nonostante il sole sia ormai alto.

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le parole, così inutili!

7 Lug
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C’è poco da dire, è andata così!

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tre giorni lontani dal mondo

4 Lug
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La neve d’estate, se è costata fatica, è una gioia infantile, è lasciare le bici per andare a toccarla, è una foto ricordo, un dimenticare il sudore e guardare il serpente infinito di curve che abbiamo infilzato, è sapere che il poco che manca alla vetta sarà una formalità da assolvere allegri, spinti dal vento e dal sole.

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appena prima del buio

30 Giu
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C’è questo luogo che lui considera un avamposto della sera, un lembo di terrazzo che, già in ombra da ore circondato com’è dagli alberi, anticipa il crepuscolo mentre attorno è ancora sole.

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esercizi di sopravvivenza

28 Giu
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                                  Esercizi di sopravvivenza

Innanzitutto evitate di nominare quella parola che in questi giorni è sulla bocca di tutti (e non è calcio ma ci assomiglia), accompagnata da esclamazioni di sconforto o di rabbia impotente. È che, per una legge fisica indiscutibile, ogni volta che ci si lascia andare a quella lamentazione, automaticamente si innalza la temperatura atmosferica di un milionesimo di grado. Sembra nulla un milionesimo, ma provate a contare quante volte al giorno ci scappa, anche solo qui in Italia, la triste parola e capirete di chi è la colpa di questo clima africano.

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una ragazza senza nome

25 Giu
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Ricordo il matrimonio di Aldo e Lella, una giornata memorabile di baldoria e calura, tanto cibo e troppo vino. E un poco d’erba che girava di soppiatto. Avevo mollato la compagnia dopo aver passato la misura, non che fossi ubriaco o fatto, piuttosto ero stordito, avevo fame d’aria e di quiete, è che non resisto a lungo a starmene seduto ai pranzi ufficiali. Così avevo lasciato il ristorante disperso tra le colline e mi ero incamminato senza meta per un viottolo di campagna.

Ai margini di un campo mi sistemai all’ombra di una quercia e mi addormentai. Sonno confuso, privo dei sogni che si vivono come si fosse al cinema, e ricco di un disagio agitato, come dal dentista. Non so quanto dormii, mi svegliai più frastornato di prima. Non avevo idea di che ore fossero e faticai a capire dove mi trovassi.

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un giorno in più

21 Giu
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Mi sono svegliato al primo canto degli uccelli. Albeggiava, volendo avrei avuto ancora tre ore di sonno, ma avevo deciso di sfruttare il fresco per una pedalata. Prima delle sette ero fuori dal cancello, aria frizzante, luce limpida e ancora nessuno sulle strade della domenica. Le prime pedalate sono state le più faticose, i muscoli ancora intorpiditi e gli occhi pigri, stupefatti dalla luce morbida che precedeva il sole sulla piana, mi sembrava che il panorama, consueto eppur diverso, fosse stato apparecchiato solo per me.

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Giugno

18 Giu
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I giorni di giugno, gialli di grano e gravidi di grandine, giganteggiano gloriosi nel generale grigiore del grottesco girotondo da gennaio a gennaio.

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storia di una caduta

15 Giu
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I crinali d’Appennino non hanno l’imponenza delle creste alpine, sai le morene che preludono al ghiacciaio, questi crinali nulla anticipano se non una gobba dopo l’altra in un saliscendi che sembra l’infinito.

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