
La stagione turistica volgeva al termine e a dirla tutta non era stata una grande stagione.
La signora Jole era restia a scendere in negozio, le sembrava una beffa quotidiana spolverare le statuine di giada, i ninnoli di vario valore, gli avori ingialliti e tutti quegli altri oggetti amati, antichi più di lei, e poi dover restare lì in attesa di un acquirente che quasi certamente non sarebbe entrato. Preferiva stare nelle sue stanze sopra al negozio, in poltrona o affacciata alla finestra a fissare il sottile strato di foschia adagiato come una patina protettiva sulla superficie dell’acqua. Il lago le restituiva intatta la malinconia con cui lei lo guardava.
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