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Palinurus elephas

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Aragosta
Image
Palinurus elephas
Stato di conservazione
Image
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
PhylumArthropoda
SubphylumCrustacea
OrdineDecapoda
SottordinePleocyemata
InfraordineAchelata
GenerePalinurus
SpecieP. elephas
Nomenclatura binomiale
Palinurus elephas
(Fabricius, 1787)
Sinonimi

Astacus elephas Fabricius, 1787
Cancer locusta de Wulfen, 1791
Pagurus maculatus Bowdich, 1825
Palinurus locusta (de Wulfen, 1791)
Palinurus marinus
Spence Bate, 1868
Palinurus quadricornis
Fabricius, 1798
Palinurus vulgaris Latreille, 1804
[2][3]

Nomi comuni

aragosta

L'aragosta[4] (Palinurus elephas (Fabricius, 1787)), conosciuta comunemente come aragosta mediterranea, aragosta spinosa europea, aragosta spinosa comune, è un crostaceo dell'ordine Decapoda che vive nei fondali del mar Mediterraneo e dell'oceano Atlantico orientale.

Ha una taglia medio-grande con una lunghezza media di 20–40 cm e massima di 50 cm ed un peso fino a 8 kg. Il corpo è di forma sub-cilindrica, rivestito da una corazza che durante la crescita cambia diverse volte per ricrearne una nuova. Il carapace è diviso in due parti - il cefalotorace (parte anteriore) e l'addome (parte posteriore) - con una colorazione da rosso-brunastro a viola-brunastro ed è cosparso di spine a forma conica. L'addome è formato da 6 segmenti mobili, ed è dotato di un minuscolo pungiglione. L'aragosta non ha le chele.

Anteriormente presenta due antenne più lunghe del corpo, ripiegate all'indietro, gialle e rosse a tratti, che hanno la funzione di organi sensoriali e di difesa; sulla fronte sono anche presenti due spine divergenti a V.

L'ultimo segmento del pleon, il telson, assieme ai pleopodi del sesto segmento, forma il ventaglio caudale, utile per il nuoto. Possiede diverse zampe, ma solo una parte viene utilizzata per camminare.

Essendo un palinuro, non possiede zampe chelate: l'aragosta viene spesso confusa con l'astice che invece le ha.

Reinhard Förster propose nel 1984 che i Palinuridae possano derivare dal Cancrinos, una forma di transizione fra questi e le Scyllaridae (cicale di mare).[5]

Distribuzione e habitat

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È diffusa nel mar Mediterraneo e nell'oceano Atlantico orientale. Vive nei fondali rocciosi dai 20 m fino ai 150 m di profondità.

È una specie gregaria, si trovano spesso insieme numerosi esemplari. La peculiarità delle aragoste è che la telomerasi, enzima che ha la funzione di riparare le parti terminali dei cromosomi (telomeri) ad ogni replicazione cellulare, non smette mai di funzionare. Per questi motivi le aragoste non muoiono per invecchiamento, ma per lo sforzo e lo stress del cambio di carapace e le probabili infezioni a cui vanno incontro durante questa fase della loro crescita.[6]

L'alto contenuto di emocianina dà alla loro emolinfa una colorazione viola, la quale però è mantenuta soltanto quando l'aragosta resta in profondità: in superficie il colorito svanisce.

Alimentazione

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Si nutre di plancton, alghe, spugne, anellidi, echinodermi, briozoi, crostacei, pesci e alcune specie di coralli, a volte anche carcasse di questi.

La riproduzione avviene a fine estate e in inverno nascono le larve, le quali raggiungono subito i fondali che le ospiteranno per il resto della loro vita.

Minacce e conservazione

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È particolarmente apprezzato in cucina per la bontà della sua carne, tuttavia è una specie protetta inclusa nell'appendice III della Convenzione di Berna.

In alcune ricette viene applicato il metodo della cottura a vivo in acqua bollente, in quanto è opinione diffusa che gli invertebrati non percepiscano il dolore. Ci sono vari studi sul tema. Nel 2005 uno studio commissionato dal governo norvegese suggeriva che il sistema nervoso degli invertebrati non fosse in grado di elaborare sensazioni di dolore.[7] Un altro studio del 2013 su una specie di granchio sostiene che al momento dell'immersione, i movimenti non sarebbero dovuti a riflessi automatici, ma a percezione del dolore.[8] Negli anni successivi sono stati pubblicati ulteriori studi, che approfondiscono la ricerca riguardo alla possibilità dei crostacei di percepire il dolore. Tali studi sono stati valutati globalmente da revisioni pubblicate nel 2024 e 2025, per fornire criteri scientificamente fondati per le scelte politiche relative al trattamento di pesci e invertebrati, anche in assenza di fattori scientifici definitivi.[9][10]

In Svizzera la pratica di mettere le aragoste vive in acqua bollente è stata bandita nel 2018.[11]. Tale misura è stata adottata anche in Norvegia, Austria, Nuova Zelanda e alcune regioni dell'Australia. [12] In Olanda la discussione è attiva dal 2021, ma al 2024 la misura non era ancora stata adottata.[13][14]

Specie simili

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Nel bacino del Mediterraneo si trovano altre due specie simili:

Allergia alimentare

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Image Lo stesso argomento in dettaglio: Allergia alimentare.

Nelle aragoste, come per molti artropodi, la proteina tropomiosina è allergenica e può essere causa di allergia alimentare[15][16][17] anche grave.

  1. Stato di conservazione IUCN, su iucnredlist.org.
  2. Palinurus elephas, su sealifebase.ca. URL consultato il 20 marzo 2026.
  3. Palinurus elephas, su marinespecies.org. URL consultato il 20 marzo 2026.
  4. Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 20 marzo 2026.
  5. (DE) Carolin Haug, Joachim T. Haug e Dieter Waloszek, Neues zur Krebsfauna der süddeutschen Plattenkalke (PDF), in Archaeopteryx, vol. 27, 2009, pp. 31-37 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  6. A. Fugnoli, Immortalità delle aragoste e durata dei cicli economici, 18/03/2016.
  7. Studio dell'équipe norvegese diretta da Wenche Farstad (PDF), su vkm.no. URL consultato l'11 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  8. (EN) Barry Magee e Robert W. Elwood, Shock avoidance by discrimination learning in the shore crab (Carcinus maenas) is consistent with a key criterion for pain, in The Journal of Experimental Biology, vol. 216, n. 3, 1º febbraio 2013, pp. 353-358, DOI:10.1242/jeb.072041. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  9. (EN) Robert William Elwood, A History of Pain Studies and Changing Attitudes to the Welfare of Crustaceans, in Animals, vol. 15, n. 3, 2025, DOI:10.3390/ani15030445, 445. URL consultato il 1º giugno 2025.
  10. (EN) Benjamin K. Diggles et al., Reasons to Be Skeptical about Sentience and Pain in Fishes and Aquatic Invertebrates, in Reviews in Fisheries Science & Aquaculture, vol. 32, n. 1, 2023, DOI:10.1080/23308249.2023.2257802. URL consultato il 1º giugno 2025.
  11. Svizzera, da marzo vietato bollire vive le aragoste - Ambiente & Energia, su ANSA.it, 15 gennaio 2018. URL consultato il 5 febbraio 2023.
  12. Crostacei: prima sul ghiaccio e poi gettati vivi nell’acqua bollente, su ilfattoalimentare.it. URL consultato l'8 luglio 2025.
  13. Olanda: stop alla bollitura delle aragoste vive, su greenme.it.
  14. Dutch Parliament majority wants ban boiling live crabs and lobsters, su nltimes.nl, 10 dicembre 2024.
  15. (EN) J. C. Bessot, C. Metz-Favre, J. M. Rame, F. De Blay e G. Pauli, Tropomyosin or not tropomyosin, what is the relevant allergen in house dust mite and snail cross allergies?, in Eur Ann Allergy Clin Immunol, vol. 42, n. 1, 2010, pp. 3-10, PMID 20355359.
  16. (EN) M. Albrecht et al., Relevance of IgE binding to short peptides for the allergenic activity of food allergens, in J Allergy Clin Immunol, vol. 124, n. 2, 2009, pp. 328-336, 336.e1-6., PMID 19596143.
  17. (EN) A. L. Lopata e S. B. Lehrer, New insights into seafood allergy, in Curr Opin Allergy Clin Immunol, vol. 9, n. 3, 2009, pp. 270-277, PMID 19398906.
  • Trainito, Egidio, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2005, ISBN 88-8039-395-2.
  • Mojetta A. e Ghisotti A., Flora e Fauna del Mediterraneo, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-38574-X.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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