Calcio (Italia)
| Calcio comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Marco Giacomo Gazzaniga (lista "Vivi Calcio") |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°30′30″N 9°51′03″E |
| Altitudine | 123 m s.l.m. |
| Superficie | 15,67 km² |
| Abitanti | 5 562[1] (28-2-2026) |
| Densità | 354,95 ab./km² |
| Frazioni | nessuna[2] |
| Comuni confinanti | Antegnate, Cividate al Piano, Cortenuova, Covo, Fontanella, Pumenengo, Rudiano (BS), Urago d'Oglio (BS) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 24054 |
| Prefisso | 0363 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 016044 |
| Cod. catastale | B395 |
| Targa | BG |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[3] |
| Cl. climatica | zona E, 2 383 GG[4] |
| Nome abitanti | calcensi |
| Patrono | San Gottardo di Hildesheim |
| Giorno festivo | 4 maggio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Calcio [ˈkalt͡ʃo] (Cals [ˈkals] in dialetto bergamasco[5][6]) è un comune italiano di 5 562 abitanti[1] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato ai margini orientali della pianura bergamasca, sulla destra orografica del fiume Oglio, si trova a circa 25 chilometri a sud-est del capoluogo orobico.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le origini della moderna Calcio sono molto antiche: possono essere fatte risalire al III secolo a.C., epoca in cui si verificò la colonizzazione Romana. Tale ipotesi è suffragata da numerosi ritrovamenti avvenuti sul territorio comunale, tra i quali spicca un mosaico di straordinaria fattura che, ritenuto il miglior esempio di arte romana di tutta la provincia bergamasca, è oggi custodito nel Museo Archeologico di Bergamo. Da Calzum, nome romano di Calcio, passava la via Mediolanum-Brixia, che collegava Mediolanum (Milano) con Brixia (Brescia) passando anche da Cassianum (Cassano d'Adda).[senza fonte]
Anche il significato etimologico del nome risalirebbe a quel periodo: calx infatti indicherebbe proprio il materiale presente in natura con il nome di calcio (i cui composti assumono il nome di calce), molto comune in quel tempo specialmente sulle rive del fiume Oglio, dove si verificarono i primi insediamenti umani stabili.
Dopo il termine della dominazione romana, Calcio dal 570 entrò a far parte del Ducato longobardo di Bergamo, che dal 603 comprese anche Cremona ed il suo territorio. Nel 702, in seguito a due tentativi dei duchi di Bergamo di farsi re d'Italia, il ducato fu soppresso ed assegnato ad un Gastaldo regio. Nel 774 il territorio fu occupato dai Franchi. Furono questi ultimi a creare i presupposti per la formazione del Sacro Romano Impero, i cui reggenti governarono le sorti del paese per tutta l'epoca medievale. Calcio entrò quindi a far parte della Contea di Bergamo retta dai conti Ghisalberti. Poco dopo il Mille, la contea fu suddivisa fra i vescovi di Bergamo e Cremona. Ed è a questo periodo che risalgono i primi documenti scritti che attestano l'esistenza del borgo: nel 1035 infatti si cita in loco Calzo, per indicare alcuni possedimenti del vescovo di Cremona, al quale era stato donato in feudo il borgo dall'imperatore, unitamente alle zone circostanti.
Altri documenti a questo successivi ci permettono di venire a conoscenza del fatto che lo stesso vescovo concesse il paese di Calcio in feudo alla famiglia dei Sommi, ribadendo comunque l'appartenenza del paese alla diocesi cremonese. Successivi cambi portarono il borgo a gravitare nel distretto di Soncino dopo che i soncinesi nel 1306 conquistarono, dopo aver vinto una strenua resistenza, il castello di Calcio. Per poi ritornare nell'area cremonese nel 1442. Nuove cessioni riguardarono questo territorio: prima al conte Gabriolo Aliprandi (1364), Quindi nel 1366 alla famiglia milanese dei Visconti, nella figura di Regina della Scala, consorte di Bernabò Visconti, ed infine all'antichissima famiglia di origine gotica dei Secco, proveniente da Caravaggio, nel 1380.
Fu con questi ultimi che il paese visse un periodo di rinascita, dopo un lungo periodo di abbandono e di povertà che aveva reso il territorio una zona paludosa e per nulla sicura. La famiglia, tra le più in vista dell'intera Lombardia, garantì ai propri sudditi una serie di esenzioni, sgravi e diritti che fecero rinascere socialmente ed economicamente il borgo, che assunse un ruolo di rilievo tra i paesi del circondario.
Posto in una zona di confine, tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano, era da considerarsi una vera e propria zona franca, chiamata Calciana, comprendente, oltre a Calcio, i comuni di Pumenengo, Torre Pallavicina, Urago e la parte meridionale delle terre di Cividate. Esente dalle tasse e con una propria amministrazione. Come in tutte le zone di confine, notevole era il contrabbando praticato nonostante le rigide leggi che lo vietavano. La totale esenzione dalle tasse durò fino alla metà del XVIII secolo, mentre nei giorni successivi al 13 marzo 1797 il paese fu annesso alla repubblica Orobica ponendo fine agli oltre 400 anni di indipendenza del feudo della Calciana (1366-1797). Passò poi alla Repubblica Cisalpina. La nuova dominazione revocò tutti i privilegi riservati al paese, che fu annesso al dipartimento facente a capo a Bergamo, ed unito amministrativamente ai vicini comuni di Pumenengo e Torre Pallavicina.
Il successivo arrivo degli austriaci, che instaurarono il Regno Lombardo-Veneto, non ripristinò le vecchie agevolazioni ma garantì un nuovo sviluppo che portò nuovamente il paese di Calcio ad occupare un ruolo predominante in ambito economico nella pianura bergamasca. Nel XX secolo il paese subì la crisi del settore agricolo che, non compensata dall'evoluzione industriale, lo ha nuovamente relegato a ruolo marginale nell'economia della bassa bergamasca. Pochi sanno che due delle più importanti battaglie del Medioevo ebbero il loro inizio nel territorio di Calcio.
La Malamorte
[modifica | modifica wikitesto]Nonostante la contea dei Ghisalberti, comprendente le attuali province di Bergamo e Cremona, fosse stata suddivisa nel X secolo fra i vescovadi di Bergamo e Cremona, le due città, divenute liberi comuni, mantennero la loro amicizia e, sul finire del XII secolo, si trovarono in guerra contro Milano e Brescia. I loro comandanti, per impedire che gli eserciti avversari si riunissero, decisero di prendere l'iniziativa per primi per battere Brescia ed affrontare poi Milano. Però i bresciani stavano arroccati a guardia dei ponti di Rudiano e di Palazzolo.
Per sorprenderli, i bergamaschi finsero di stare per attaccare Palazzolo attirando il grosso dei bresciani, mentre i cremonesi, nella notte fra il 6 ed il 7 luglio 1191, costruirono sull'Oglio un ponte di legno all'altezza dell'attuale ponte ferroviario, quindi, raggiunti dai bergamaschi, attraversarono il fiume attaccando i bresciani. Stavano per conseguire la vittoria quando udirono suoni di trombe e tamburi alle loro spalle. Ignorando che si trattava solo della piccola guarnigione di Rudiano, bergamaschi e cremonesi, convinti che fosse l'intero esercito di Milano, si gettarono verso il ponte che per il peso eccessivo crollò, forse anche a causa del fatto che un drappello di bresciani, al comando di Obizio da Niardo riuscì a danneggiarne i pali di sostegno. Infatti Obizio rimase intrappolato sotto le travi. Raccontò poi di aver visto l'inferno, sicuramente riferendosi al massacro, anche se i suoi contemporanei credettero avesse visto l'inferno di fuoco. Comunque, scosso dall'accaduto Obizio si diede alla vita religiosa divenendo santo. Diecimila furono i soldati che annegarono o che, massacrati sulla sponda, arrossarono le acque del fiume. Furono infatti le acque arrossate che "portarono" nel cremonese la notizia della disfatta.
La battaglia di Cortenuova
[modifica | modifica wikitesto]La guerra si era conclusa l'11 agosto 1192 con la pace di San Pietro in Valico, ma i Milanesi, desiderosi di costituire un corridoio che li collegasse a Brescia, non rispettarono il trattato effettuando incursioni nel territorio nel 1200, 1208, 1217, e nel 1228. Di conseguenza quando Federico II di Svevia, re di Germania, d'Italia, di Sicilia e di Gerusalemme, nonché imperatore del Sacro Romano Impero, nel 1236 decise di ridurre all'obbedienza le città della Lega Lombarda, Cremona si schierò subito al suo fianco. Nel 1237 l'imperatore mosse contro Brescia, ma in soccorso di questa città si radunò un esercito di 6 000 fanti e 2 000 cavalieri milanesi e forti contingenti di Piacenza, Lodi, Crema, ed Alessandria.
L'imperatore cercò di impegnare i leghisti in battaglia, ma questi, conoscendo la sua superiorità sul campo, si tennero attestati dietro una zona paludosa, avendo il solo scopo di impedire agli imperiali di assediare Brescia. Federico II allora, finse di volersi ritirare nei quartieri invernali, congedò i reparti alleati di Pavia, Modena, Parma, e Reggio, rinunciando in tal modo ad un terzo del suo esercito, quindi ordinò anche al resto dell'esercito di ritirarsi dietro l'Oglio su ponti di legno che poi distrusse. Però, invece di dirigersi verso Cremona, si diresse verso Soncino. Infatti Bergamo era passata segretamente dalla sua parte.
La mattina del 27 novembre la piccola guarnigione bergamasca di Cividate segnalò che l'esercito della Lega aveva attraversato l'Oglio e si era attestato nella contea di Cortenuova, alleata di Milano. Percorsa nella mattinata la strada che li separava dall'esercito nemico, gli imperiali mossero all'attacco suddivisi in sette colonne. Si trattava di 2 000 cavalieri tedeschi, 6 000 mercenari saraceni, le truppe venete di Ezzelino III da Romano, e quelle comunali di Cremona, per un totale di 12-15 000 uomini. I soldati della Lega avevano almeno in parte intuito le intenzioni dell'imperatore. Infatti per muoversi più rapidamente avevano messo dei cavalli anziché i tradizionali buoi al traino del carroccio, ed avevano mandato innanzi i loro reparti di zappatori che nella notte fra il 26 ed il 27, allargarono e approfondirono la Circa di Cortenuova (i contadini fino a pochi decenni fa tramandarono la voce che il fossato che corre dal fiume Oglio al Serio fosse stato scavato in una notte precedente una battaglia da un misterioso esercito, ma è più probabile che fosse in parte preesistente, e si trattasse di un vecchio canale romano, scavato per drenare le acque delle paludi e forse successivamente per l'irrigazione e probabilmente anche come canale navigabile fra l'Oglio, il Serio e il lago Gerundo, ma che poi si era prosciugato per l'abbassamento del letto del fiume Oglio).
Arrivato nei pressi di Cortenuova, l'esercito della Lega cominciò a preparare il campo, circa novecento metri a nord del fossato che, allora e fino a pochi decenni fa, nella zona di Calcio correva dove adesso passa la strada che collega la vecchia provinciale che passava dalla stazione, con la nuova provinciale. Avvedutisi del pericolo, i leghisti corsero verso il fossato, ma solo i piacentini ed una parte dei milanesi riuscirono a raggiungere affannosamente la linea di difesa, dove ben presto dovettero arretrare in numerosi punti, anche perché gli altri contingenti dell'esercito non poterono accorrere in loro aiuto, essendo stati attaccati da nord dall'esercito di Bergamo. A quel punto la "Compagnia dei forti" composta da un migliaio di uomini, si sacrificò per permettere agli altri reparti di ritirarsi verso il carroccio, mentre la cavalleria tedesca travolgeva quella lombarda. In queste fasi della battaglia, anche Pietro Tiepolo, comandante dell'esercito della Lega, cadde prigioniero.
Facendo quadrato attorno al Carroccio, i leghisti riuscirono a resistere fino al calare della notte. Però, rendendosi conto che non avrebbero potuto riprendere la battaglia, nel buio cercarono di fuggire verso Milano. Ma era una notte piovosa, il fiume Serio era in piena. Furono i Bergamaschi, esperti dei luoghi, che raggiunsero per primi l'esercito nemico che disperatamente cercava un guado. Molti furono massacrati sulla sponda, molti altri annegarono nel cercare di attraversare il fiume, cinquemila si arresero. Il giorno 29 Calcio fu attraversato dal corteo dell'esercito vittorioso che scortava il carroccio di Milano trainato da un elefante e seguito dai cinquemila prigionieri e dagli abitanti di Cortenuova aggiogati a dei gioghi. Una cappella che da alcuni anni è stata dedicata a san Carlo Borromeo, posta vicino alla vecchia pompa dell'acqua agricola, vicino alla rotonda fra la Provinciale 98 e via Trieste, ricorda questi caduti.
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Il comune ha come simboli lo stemma concesso con R.D. 18 luglio 1930 e il gonfalone concesso con D.P.R. 21 marzo 1997.[7]
- Stemma
- Gonfalone
Il castello di Calcio raffigurato nello stemma venne costruito dai vescovi di Bergamo ed è oggi di proprietà della famiglia Silvestri. Il leone d'oro era simbolo dei Secco d'Aragona, signori del paese. La spada, simboleggia le cruenti e frequenti lotte che ebbero luogo nel territorio della Calciana.[8]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Chiesa di San Vittore
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La chiesa parrocchiale di San Vittore è il principale luogo di culto di Calcio e, per dimensioni, la seconda chiesa della Lombardia dopo il duomo di Milano. La sua costruzione fu avviata attorno al 1762 per sopperire alle insufficienze della vecchia pieve, non più capiente per la popolazione del borgo; il progetto fu affidato all'ingegnere Giuseppe Foscagni e il campo su cui sorge, detto Brama, fu messo a disposizione dal marchese Marco Secco d'Aragona. La costruzione fu caratterizzata da lunghe interruzioni dovute all'esaurimento delle risorse; il completamento, affidato all'architetto Carlo Maciachini, avvenne solo nel 1880, dopo 118 anni di lavori. Il 29 ottobre 1880 la chiesa fu consacrata dal vescovo di Cremona Geremia Bonomelli. La costruzione misura 76 metri per 36 all'esterno, con una cupola che raggiunge i 64 metri di altezza. All'interno si conservano opere di Enea Salmeggia, Giacomo Trecourt, Giacomo Campi e le statue dei dodici apostoli eseguite dal conte Gerolamo Oldifredi Tadini.

Pieve di San Vittore
[modifica | modifica wikitesto]L'antica pieve di San Vittore è il precedente luogo di culto parrocchiale del borgo, sostituito dalla nuova chiesa a partire dal 1762.
Architetture militari
[modifica | modifica wikitesto]Castello medievale, detto dei Silvestri, nel quartiere Piazza. Edificato attorno all'anno 1000 in luogo di un'antica villa d'origine romana e ristrutturato nel 1862, è stato a lungo il centro della vita sociale e politica del paese. Fu teatro anche di fatti d'arme minori, a partire dall'assedio dei soncinesi nel 1311, fino al breve arroccamento nelle sue mura dei tedeschi in ritirata nel 1945.
Castello Oldofredi Tadini, sita in via Umberto I, fu la casa di Ercole Oldofredi Tadini, uno dei protagonisti del Risorgimento. Nato a Brescia nel 1810 e morto nel 1877 a Calcio dove riposa. Ercole Oldofredi Tadini fu tra gli organizzatori delle Cinque Giornate di Milano del 1848. Gli austriaci, non appena si riappropriarono del territorio lombardo, lo mandarono in esilio. Andò in Piemonte, nel Cuneese. Amico di Camillo Benso Conte di Cavour, seguì da vicino lo sviluppo della rete ferroviaria piemontese e si impegnò nella propaganda pro unità d'Italia quale direttore di testate giornalistiche e autore, curava la diffusione di articoli filo–sabaudi. Negoziò con Napoleone III la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia. Fu nominato senatore del neo-costituito Regno d'Italia il 20 novembre 1861 su relazione di Giovanni Martinengo di Villagana. La sua nomina venne convalidata il 9 dicembre 1861 ed egli poté prestare giuramento l'8 gennaio 1862.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Secondo i dati ISTAT[senza fonte] al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 860 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Arte
[modifica | modifica wikitesto]Il comune di Calcio fa parte del circuito documentato nella Guida ai paesi dipinti di Lombardia. È datata 1995 l'iniziativa Narrano i muri, voluta dall’Amministrazione comunale, di decorare gli edifici per fissare i momenti più significativi della sua storia e delle sue tradizioni in una galleria a cielo aperto. Sono stati coinvolti sia artisti di calibro provenienti dai territori limitrofi, quali per esempio Giovanni Repossi, Trento Longaretti, Angelo Boni, che giovani emergenti delle Accademie di Belle Arti di Brera, Sassari, e ospiti internazionali, come gli allievi delle Accademie di Birmingham, Vienna e Barcellona. L'itinerario culturale all'aperto attualmente allinea sui muri delle vie del paese 38 racconti di artisti diversi ed è parte integrante del patrimonio storico e culturale calcense che vanta anche un museo della fotografia e una pinacoteca con opere di artisti locali e non, come il pittore Egidio Lazzarini, .[10]
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995[11] | 13 giugno 2004 | Nicola Mercandelli | Lista civica | Sindaco | |
| 13 giugno 2004 | 4 aprile 2009[12] | Pietro Quartini | Lista civica | Sindaco | |
| 7 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Pietro Quartini | Lista civica | Sindaco | |
| 25 maggio 2014 | 9 giugno 2024 | Elena Comendulli | Lista civica | Sindaco | |
| 9 giugno 2024 | in carica | Marco Giacomo Gazzaniga | Lista civica | Sindaco | |
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Il comune di Calcio è tattraversato dall'Autostrada A35 Bre-Be-Mi, con un casello autostradale situato nel territorio comunale.
È presente anche una stazione ferroviaria posta sulla linea Milano-Venezia, collocata nell'adiacente comune di Cividate al Piano.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Comune di Calcio - Statuto (PDF), su comuniecitta.it.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 116, ISBN 88-11-30500-4.
- ↑ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Jasser Ben Salah, Cosmin Ciocanescu (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
- ↑ Calcio, RD 1930-07-18, concessione di stemma e DPR 1997-03-21, concessione di gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato.
- ↑ Calcio, su Stemmi dei comuni bergamaschi. URL consultato il 25 aprile 2021.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ redazione, Cosa vedere a Calcio, Bergamo: in questo borgo il paesaggio è un’opera d’arte, su Giannella Channel, 13 dicembre 2013. URL consultato il 15 novembre 2025.
- ↑ 2° mandato dal 13 giugno 1999
- ↑ Decaduto a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (LA) Lodovico Cavitelli, Cremonenses annales, Dracon, 1588.
- (LA) Giacomo Malvezzi, Chronicon Brixianum.
- Riccardo Caproni, Cortenuova e la battaglia del 27 novembre 1237, Comune di Cortenuova, 2007.
- Francesco Galantino, Storia di Soncino con documenti, Milano, Giuseppe Bernardoni, 1869. Ospitato su BEIC.
- Damiano Muoni, Cenni storici sopra Calcio e Antignate, Milano, Giuseppe Bernardoni, 1875.
- Stefano Gelsomini, Giugno 1859 Napoleone III a Calcio, BCC, 2019.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Calcio
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.calcio.bg.it.
- Càlcio, su sapere.it, De Agostini.
- Calcio, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
- Calcio, Bergamo: in questo borgo il paesaggio è un’opera d’arte, da Guida ai paesi dipinti di Lombardia, di Salvatore Giannella e Benedetta Rutigliano, foto di Vittorio Giannella (13 dicembre 2013)
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 235262557 |
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