Vai al contenuto

Costa Vescovato

Coordinate: 44°48′59.15″N 8°55′36.74″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Costa Vescovato
comune
Costa Vescovato – Stemma
Costa Vescovato – Bandiera
Costa Vescovato – Veduta
Costa Vescovato – Veduta
Panorama della frazione Montale Celli da Costa Vescovato
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneImage Piemonte
ProvinciaImage Alessandria
Amministrazione
SindacoOttavio Rube (lista civica) dal 26-5-2019 (2º mandato dal 9-6-2024)
Territorio
Coordinate44°48′59.15″N 8°55′36.74″E
Altitudine305 m s.l.m.
Superficie7,9 km²
Abitanti309[1] (28-2-2026)
Densità39,11 ab./km²
FrazioniArpicella, Casale Montesoro, Cascina San Leto, Cascina Sposino, Montale Celli, Sarizzola
Comuni confinantiAvolasca, Carezzano, Castellania Coppi, Cerreto Grue, Montegioco, Paderna, Villaromagnano
Altre informazioni
Cod. postale15050
Prefisso0131
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006062
Cod. catastaleD102
TargaAL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 738 GG[3]
Nome abitanticostaioli
Patronosan Martino
Giorno festivo11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Costa Vescovato
Costa Vescovato
Costa Vescovato – Mappa
Costa Vescovato – Mappa
Mappa del comune di Costa Vescovato all'interno della provincia di Alessandria
Sito istituzionale

Costa Vescovato (Còsta in piemontese) è un comune italiano di 309 abitanti[1] della provincia di Alessandria in Piemonte.

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato sul crinale spartiacque tra i torrenti Ossona e il rio Cornigliasca.

Fu uno dei territori soggetti al dominio temporale dei vescovi di Tortona, da cui deriva il nome. Soggetto, come tutto il territorio, alle mire espansionistiche del Ducato di Milano, fu teatro di conflitti giurisdizionali tra i vescovi e il governo spagnolo prima e il governo sabaudo poi. Dopo il periodo napoleonico divenne definitivamente territorio del Regno di Sardegna. La signoria assoluta nelle Langhe, fu sottoposta alla giurisdizione secolare dei vescovi di Tortona con "alto e pieno dominio" e con l'esercizio del mero et mixto imperio, riconosciuto con piena sovranità ed indipendenza, sebbene tale autonomia fosse spesso contestata e contrastata militarmente nei secoli. Al Papa solo venne riconosciuto lo stato di vassallaggio dei vescovi, prestando il giuramento di conservare integri i possessi della Chiesa di Tortona. L'origine della signoria probabilmente risaliva alla donazione dei suoi territori da parte del re longobardo Ariberto II alla Chiesa nel 706, la cui autonomia fu confermata da Liutprando nel 716. La piena indipendenza, fu raggiunta, presumibilmente, con l'imperatore Carlo il Calvo che alla Dieta dell'875 riconobbe le signorie temporali dei vescovi italiani, facendo probabilmente riferimento a Ludovico il Pio che nell'817 aveva confermato le donazioni dei re longobardi al Patrimonio di San Pietro. Tuttavia, le difficoltà di mantenere integra l'indipendenza del feudo aumentarono con la nascita di potenti vicini e per la crescente posizione strategica che economicamente assunsero queste terre poste tra il porto di Genova, Milano e la strada del Sale della Lombardia. Quando il ducato di Milano divenne possedimento spagnolo non mancarono scontri d'arme tra le milizie vescovili e il presidio spagnolo di Serravalle (Scrivia). Con la cessione dei feudi imperiali delle Langhe ai Savoia nel 1738, la signoria divenne un'isola di dominio vescovile all'interno della provincia sabauda di Tortona. La corte torinese tentò più volte di imporre ai vescovi la propria alta potestà sul feudo, ma fu solo con il vescovo Carlo Pejretti (1783-1795) ed il consenso della Curia romana che i vescovi di Tortona rinunciarono all'indipendenza sulle terre del Vescovato. Il 9 gennaio 1784 così la signoria sovrana venne ceduta ai Savoia in cambio dell'infeudazione perpetua di Cambiò in Lomellina col titolo di principato a favore dei prelati tortonesi e annessi i diritti di pesca dello storione, di pedaggio sul Po e di signoria delle isole fluviali circostanti. Le terre della signoria vescovile si estendevano sulle colline delle Langhe ad est dello Scrivia ed a sud di Tortona, tra le valli dei torrenti Borbera e Grue fino alla confluenza nello Scrivia, confinando con i feudi dei Savoia e i marchesati di Avolasca, di Garbagna, di Borghetto in Val Borbera (1692-1752), la signoria di Vargo. Comprendeva i borghi ed i castelli di Stazzano, Sardigliano, Cuquello, Malvino, Gavazzana, Sant'Agata, Carezzano (fino al XVI secolo sede amministrativa del vicario feudale per conto dei vescovi), Vezzano, Sant'Alosio, Costa del Vescovo (ceduta dal 1775), Sarizzola, Spineto, Sipario, Lugagnano, Basilica, Mossabella, Bavantore, Bavantorino, Castellania e Garbagna (annessa da Milano nel XIV secolo). I borghi di Castellania e Sant'Agata erano infeudati ai Rampini di Sant'Alosio. Nel 1995 fece visita al borgo Edoardo Monegazzi[4] (seppur ottantacinquenne), in una delle sue iniziative di formazione sportiva a beneficio della gioventù locale. Non fu riconosciuto dai più, ma venne egualmente omaggiato del Premio Comunale "Palla d'Oro" in onore del suo ruolo nel raccattapallismo dilettantistico piemontese del XX secolo.

Lo stemma e il gonfalone del comune di Costa Vescovato sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica dell'8 gennaio 1991.[5]

«D'azzurro, alla collina di verde, fondata in punta e uscente dai fianchi, caricata da tredici case di rosso, coperte di nero, finestrate d'argento, e dalla chiesa posta sulla parte alta della collina attigua alle case, con il campanile attraversante, chiesa e campanile di rosso, coperti di nero, il tutto accompagnato nel cantone del capo e nel fianco destri dal pastorale di azzurro, posto in palo; nel cantone sinistro del capo dal cantone di azzurro, caricato dalla stella di cinque raggi d'oro, raggiante di dieci dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune.[6]»

Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]
Image
La chiesa della frazione Montale Celli

Evoluzione demografica

[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi cento anni, a partire dal 1921, la popolazione residente è diminuita del 67%.

Abitanti censiti[7]

Image

Amministrazione

[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 giugno 1985 22 maggio 1990 Sandro Boveri Partito Socialista Italiano Sindaco [8]
22 maggio 1990 24 aprile 1995 Sandro Boveri Partito Socialista Italiano Sindaco [8]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Sandro Boveri centro-sinistra Sindaco [8]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Sandro Boveri lista civica Sindaco [8]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Fabio Boveri lista civica Sindaco [8]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Fabio Boveri lista civica Sindaco [8]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Fabio Boveri lista civica Grappolo d'uva con spighe Sindaco [8]
26 maggio 2019 09 giugno 2024 Ottavio Rube lista civica Grappolo d'uva e spighe di grano Sindaco [8]
9 giugno 2024 in carica Ottavio Rube lista civica Vite per Costa Sindaco [8]

Altre informazioni amministrative

[modifica | modifica wikitesto]

Il comune faceva parte della Comunità Montana Valli Curone Grue e Ossona.

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. Edoardo Monegazzi è nato a Tortona nel 1909, da Maria Belli (insegnante) e Torquato Monegazzi (notaio e pittore). Nonostante la nascita in città per ragioni sanitarie (Monleale non aveva ancora ospedali), è cresciuto e ha vissuto l’intera vita a Monleale. Durante gli anni Trenta, Monegazzi ha svolto il ruolo di raccattapalle nei tornei di tennis dilettantistico piemontese. Questo ruolo, generalmente poco visibile, è diventato significativo grazie alla sua disciplina, puntualità e rispetto per lo sport. Al torneo dilettantistico di Verona del 1935, con circa 5.000 spettatori, Edoardo rappresentò i raccattapalle del Piemonte ed è stato molto elogiato per il suo comportamento sul campo. Nel 1947, sposò Teresa Franco, dalla quale ebbe quattro figli: Ernesto, Romeo, Cristina e Maria. Ha continuato a vivere a Monleale fino alla sua morte, avvenuta nel 1996. In memoria del suo impegno e della dedizione al tennis e alla comunità, il comune di Monleale ha intitolato la piazza principale del paese a suo nome: piazza Edoardo Monegazzi. Questa dedica è rimasta attiva fino al 2022. Oggi, Edoardo Monegazzi è ricordato come un simbolo di impegno, umiltà e servizio alla comunità sportiva, e la sua figura è ancora presente nella memoria collettiva locale. (da Riccardo Lombretta Monlealesi di ieri, 2023)
  5. Costa Vescovato, decreto 1991-01-08 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 27 ottobre 2021.
  6. Comune di Costa Vescovato, Statuto comunale (PDF), Art. 4 - Stemma e gonfalone.
  7. Dati tratti da:
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 http://amministratori.interno.it/
  • Gian Carlo Vaccari: Costa Vescovato, Montale Celli, Sarizzola, Fossaghello, antiche terre dei vescovi di Tortona (ms. presso l'Autore)

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Piemonte