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Lemuria

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Collocazione ipotetica di Lemuria, dal Madagascar all'Australia (chiamata anche Kumari Kandam nella letteratura tamil)[1]

Lemuria è un ipotetico continente scomparso, citato in vari romanzi e racconti attinenti al genere del mondo perduto, che lo collocano in un'epoca remota dove oggi si trova l'Oceano Indiano e il Pacifico.[2]

A parte le narrazioni mitologiche su di essa, dei suoi resti eventuali non rimarrebbe nulla. La teoria dell'esistenza di Lemuria, elaborata nel contesto della biogeografia del XIX secolo, è divenuta indimostrabile in seguito alla scoperta e alla formulazione della tettonica a zolle accettata dalla comunità scientifica che si occupa di scienze della Terra, pur sovrapponendosi talvolta alla teoria di Gondwana.[3]

Sebbene Lemuria sia rappresentata in modi e contesti differenti, spesso la sua fine viene attribuita a un cataclisma che l'avrebbe distrutta, in analogia con quanto accaduto all'Atlantide di Platone, ma mentre quest'ultima sarebbe sprofondata nelle acque, Lemuria avrebbe subito la devastazione del fuoco e delle eruzioni.[4]

Origine del nome e ipotesi scientifiche

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Mappa teorica dell'origine umana da Lemuria.

Prima della teoria della deriva dei continenti, gli scienziati postulavano frequentemente teorie su continenti sommersi per spiegare l'esistenza di animali terrestri appartenenti a una medesima specie ma separati da barriere geografiche insormontabili.

Sebbene i lemuri viventi oggi si trovino solo in Madagascar e nelle isole vicine, la scoperta di famiglie estinte di questi animali dal Pakistan alla Malaysia ha ispirato il nome Lemuria («terra dei lemuri»), coniato nel 1864 dallo zoologo Philip Sclater nell'articolo The Mammals of Madagascar uscito sul The Quarterly Journal of Science.[2]

Convinto dalla presenza dei lemuri sia in Madagascar che in India, e dalla loro assenza in Africa e nel Medioriente, Sclater propose che il Madagascar e l'India fossero state un tempo parte di un continente più grande, un ponte di terra chiamato Lemuria proprio dal nome dei lemuri.[2]

Questo genere di animali deve a sua volta il proprio nome ai lemures, gli spiriti inquieti dei defunti nella mitologia romana, perché i primi esploratori erano rimasti colpiti dalle loro abitudini notturne, dai versi spettrali e dai loro grandi occhi riflettenti.[5]

Poiché la teoria di Lemuria acquisì una certa importanza, cominciò ad apparire nelle opere di altri scienziati quali Ernst Haeckel, un naturalista tedesco che propose Lemuria come spiegazione dell'anello mancante tra scimmie e uomini, esponendolo in modo tassonomico, cioè postulandolo come necessità teorica di una classificazione scientifica prima ancora che venisse scoperto.[2]

Haeckel in particolare affermò che le razze umane si fossero evolute per poligenismo, ossia separatamente, da progenitori scimmieschi, situando la culla dell'evoluzione appunto nel mitico continente di Lemuria. Tale spiegazione cadde in disuso con l'avvento della teoria della deriva dei continenti,[6] ma il mito di Lemuria si è in seguito sovrapposto a quello del paleocontinente Gondwana.[3]

Il suo nome in ogni caso continuò a essere utilizzato nel motto araldico del territorio britannico dell'Oceano Indiano, coniato nel 1990, riferito alla zona in cui era ipotizzata la presenza del continente scomparso, che recita «in tutela nostra Limuria» («Lemuria è sotto la nostra protezione»).[8]

Lemuria nell'occultismo

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Ipotetica mappa di Lemuria sovrimpressa ai moderni continenti, da The Story of Atlantis and Lost Lemuria del teosofo William Scott-Elliot (1896, 1904).

Helena Blavatsky

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Lemuria entrò nel lessico dell'occulto tramite le opere di Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che dichiarò intorno al 1880 come l'esistenza di questo continente, abitato da una razza di ermafroditi spiritualmente puri,[9] le fosse stata rivelata da Mahatma superiori, i quali le avrebbero permesso di visionare un testo pre-atlantideo, il Libro di Dzyan.

Secondo l'interpretazione teosofica, gli abitanti di Lemuria corrispondevano a una delle sette razze radicali attraverso cui procederebbe ciclicamente l'evoluzione spirituale dell'umanità.[9] Quella lemurica sarebbe quindi una delle epoche dell'evoluzione umana che precedono quella successiva di Atlantide. La Blavatsky aggiunse come fosse impossibile trovare reperti di tale razza, essendo non solo poco densa, ma anche perché andata completamente distrutta.

Sul finire dell'epoca lemurica, in particolare, la loro originaria androginia avrebbe visto la separazione dei sessi, in maschio e femmina,[9] in seguito al distacco della Luna dalla Terra: tale evento cosmologico, descritto più dettagliatamente da Steiner, avrebbe determinato anche l'apparizione della morte, come contrappeso necessario alla nuova capacità di generare vita attraverso l'unione sessuale.[10]

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Rappresentazione artistica della separazione della Luna dalla Terra, che gli esoteristi attribuiscono all'epoca lemurica.

Solamente allora, quelli che erano esseri eterei e giganti, sostanzialmente imperituri, si sarebbero trasformati in organismi fisici soggetti alle leggi biologiche di nascita e morte.[11] Tale cambiamento radicale è spesso interpretato come la caduta dell'uomo nella densità fisica, descritta nella Genesi biblica,[9] con cui essi, sacrificandosi alla materialità, persero la connessione diretta col divino, per acquisire una coscienza individuale e un proprio potere creativo.[10]

Fu in questo modo infatti che poté avvenire il risveglio del principio mentale, cioè del senso dell'io, senza il quale i lemuriani sarebbero rimasti gusci astrali privi di autocoscienza, simili ad ombre lunari (chhaya) emanate dai loro padri celesti detti «Pitri»,[12] ossia progenitori che avevano completato il loro stadio umano su un precedente sistema planetario (manvantara) corrispondente all'odierna Luna.[13]

Su quegli involucri venne innestata appunto la luce della mente veicolata ora da un altro genere di Pitri, quelli del Sole (o Kumara), cioè antenati provenienti da un ciclo planetario ancora più antico secondo la cosmogonia esoterica.[14]

Da questo momento le monadi di costoro, cioè il loro spirito originariamente incorrotto,[15] sarebbero divenute umani iniziando il ciclo di reincarnazioni in corpi fisici distinti.[16]

Rudolf Steiner

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Rudolf Steiner aggiunse che i Lemuriani avevano un corpo molle e particolarmente plasmabile, ciò significa che potevano modificare il proprio corpo, e che essi non avevano una memoria sviluppata e per questa ragione non avevano neanche un linguaggio[17]. Essendo inoltre l'io ancora poco sviluppato e mobile, il proprio atteggiamento interiore veniva subito manifestato.[18] L’io e il corpo astrale si riunivano al corpo fisico e a quello eterico per breve parte del giorno determinando un approccio alla vita e una percezione totalmente diversi.[19]

I Lemuriani oltre ad avere delle doti chiaroveggenti possedevano delle funzioni ancora unite, infatti la respirazione e il nutrimento erano congiunte in un unico organo che introduceva una sostanza liquida, lattiginosa.[20] Gli organi dei sensi erano poco sviluppati e percepivano per lo più immagini. La percezione del caldo e del freddo era trasmessa dalla ghiandola pineale, oggi atrofizzata.[21] Tali particolari caratteristiche umane derivano dal fatto che le prime incarnazioni dell’uomo risalgono a quest’epoca antica e pertanto l’uomo era ancora poco affine col mondo fisico, tanto da vivere molte più esperienze nel mondo spirituale.[22] Gli spiriti della Personalità agirono sui Lemuriani incarnandosi in uomini, facendo loro da guida.[23]

Il vero motore dell'evoluzione dall'epoca lemurica verso quella atlantidea fu la donna, in grado di acquisire elementi nuovi legati soprattutto alla memoria:

«Chi non considera che i primi progressi nella vita di rappresentazione furono compiuti dalla donna, non riuscirà a comprendere veramente l'evoluzione dell'umanità. Da essa provenne quello sviluppo di abitudini, connesso con la vita di meditazione interiore e con la coltivazione della memoria, che fu il primo germe del diritto e della morale. L'uomo aveva riconosciuto e applicato le forze della natura; la donna ne fu la prima interprete. […] L'evoluzione attraversata dalla donna durante l'epoca lemurica fece sì che le fosse assegnata una parte importante all'apparire della seguente razza radicale, della razza atlantidea.»

Steiner ci informa che l’epoca lemurica si concluse a causa di grandi catastrofi vulcaniche ma che un gruppo di umani si salvò dalla catastrofe.[24]

Lemuria e il Monte Shasta

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Nel 1894 Frederick Spencer Oliver pubblicò, con lo pseudonimo di Phylos il Tibetano, il romanzo A Dweller on Two Planets,[25] nel quale dichiarò che i sopravvissuti di un continente immerso chiamato Lemuria vivevano sopra o all'interno del Monte Shasta nel nord della California. I Lemuriani avrebbero vissuto in un complesso sistema di tunnel scavati nella montagna e, in alcuni casi, sarebbero stati avvistati fuori dalla loro montagna, mentre camminavano coi loro abiti bianchi.

Queste idee furono riprese da individui come Guy Warren Ballard, che negli anni trenta formò la I AM Foundation.

Influenza nei media

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Copertina dedicata al racconto The Fall of Lemuria di Richard S. Shaver, nel primo numero della rivista Other Worlds, novembre 1949.

Il nome di Lemuria compare in un buon numero di opere di narrativa fantastica tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, incluse alcune del filone del Mondo perduto. Ad esempio è citata, assieme ad Atlantide e Mu, nelle storie fantasy di Kull di Valusia di Robert E. Howard e nelle storie di Howard P. Lovecraft scritte negli anni venti-trenta.

Una ripresa più tarda è quella fatta da Richard S. Shaver[26] in una serie di storie di fantascienza, presentate come vere, pubblicate dal 1945 al 1949 sulla rivista pulp Amazing Stories e in seguito sulla rivista Other Worlds, che fece il suo debutto nel 1949 con il racconto The Fall of Lemuria.

In queste storie Shaver sosteneva l'idea di una Terra cava, presentando la storia di una razza superiore preistorica che sarebbe sopravvissuta nelle profondità della Terra. I discendenti di questa razza, noti come Dero, vivrebbero nelle caverne usando macchine fantastiche abbandonate da razze antiche per tormentare coloro che vivono in superficie. Shaver fu infine bandito dalla rivista Amazing Stories e non ammise mai che si trattasse di fiction.

Tra gli altri romanzi, Lemuria compare in Vizio di forma (Inherent Vice, 2011) dell'autore americano Thomas Pynchon.

Nell'universo Marvel, Lemuria è la città sommersa dei Devianti, creature umanoidi dal codice genetico instabile e in continuo cambiamento, tanto che ognuno di loro non appartiene alla stessa specie dell'altro. Parenti stretti dell'Homo sapiens sapiens e degli Eterni, con i quali sono in perenne competizione, essi furono creati insieme alle altre razze umane dai Celestiali, divinità cosmiche di enorme potere, i quali dopo secoli di assenza dal pianeta Terra, tornarono in seguito ad una rivolta dei Devianti; dopo aver decimato queste creature fecero sprofondare la loro città capitale nell'Oceano Pacifico.

Nella versione Ultimate Marvel, Lemuria è una città sotterranea scoperta dall'Uomo Talpa.

Wizards of Mickey V - Lemuria è un capitolo del 2011 della serie di fumetti Wizards of Mickey di Topolino.

Lemuria è il titolo di una serie olandese scritta da Sytse S. Algera e disegnata Apri Kusbiantoro, pubblicata in Italia dallo storico settimanale Skorpio (Editoriale Aurea).

  • Alcuni riferimenti a Lemuria sono presenti nella serie animata Mighty Max, dove l'antagonista principale, il Cavaliere del Teschio Maledetto (Skullmaster), distrusse Atlantide e Lemuria e uno degli alleati di Max è l'ultimo lemuriano vivente.
  • Lemuria è nominata anche in un episodio del molto più recente Zak Storm.
  • Lemuria è presente anche nella serie animata Gli Abissi, in cui la famiglia Nekton ricerca la civiltà perduta.

Lemuria è presente nel videogioco Golden Sun: L'era perduta, il secondo titolo di una serie per Game Boy Advance. In questo capitolo è raffigurata come un'isola al centro dei mari, circondata da nebbie perenni. La sua popolazione risulta immortale perché su di essa il tempo si è fermato grazie all'acqua che sgorga da una fonte posta al centro dell'unica, antica città presente. I lemuriani vengono raffigurati come esseri magici e belli dalla pelle bianca ed i capelli azzurri.

Diversi riferimenti a Lemuria sono presenti anche nella visual novel Ever17: The out of infinity.

Lemuria è anche il mondo dove sono ambientati Crash Bandicoot e Child of Light.

Riferimenti a Lemuria e ai suoi abitanti sono presenti anche nell'otome game Love and Deepspace.

Il gruppo symphonic metal svedese dei Therion ha pubblicato nel 2004 un album dal titolo Lemuria, all'interno del quale è compreso un brano dal medesimo titolo.

Giochi da tavolo

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Nel gioco di carte collezionabili Yu-Gi-Oh! è presente una carta chiamata "Lemuria, la città dimenticata", pubblicata nel set di espansione del 2012 "Risveglio degli Abissi".[27]

  1. 1 2 (EN) S.C. Jayakaran, Lost Land and the Myth of Kumari Kandam, in "Indian Folklore Research Journal, vol. 1, n. 4, 2004, pp. 94–109.
  2. 1 2 3 4 Marco Ciardi, Da Atlantide a Lemuria: viaggio tra i continenti scomparsi (PDF), in "Aperture", n. 17/18, 2004-05, pp. 76-79.
  3. 1 2 (EN) Alicia McDermott, Have Scientists Discovered Proof for the Lost Continent of Lemuria?, su ancient-origins.net, 2017. Talora si congettura che la stessa Lemuria sia «l'ultimo resto del più antico continente Gondwana, una massa continentale originaria da cui si sarebbero staccate terre africane, amerindie, antartiche, australiane, indiane» (cit. da Claudio Magris in Diego Salvadori, "Unicum glaciei": le geografie estreme di Croce del Sud, su media.fupress.com, nota 30, University of Florence, 2021, pp. 299-300, DOI:10.36253/fup_best_practice.)[7][1]
  4. Silvano Lorenzoni, Lemuria, su Atlantide, Mu, Lemuria, Gondwana, Iperborea, centrostudilaruna.it, § 1.4, Centro Studi La Runa, 2000.
  5. I lemuri, su repubblica.it, La Repubblica, 2007.
  6. Georgy S. Levit e Uwe Hossfeld, Ernst Haeckel, Nikolai Miklucho-Maclay and the racial controversy over the Papuans, in Frontiers in Zoology, vol. 17, 2020, pp. 16, DOI:10.1186/s12983-020-00358-w. URL consultato l'11 gennaio 2026.
  7. Cfr. anche Axel Famiglini, Ritrovato il continente perduto di Lemuria, su visionealchemica.com, Il Foglio, 2017.
  8. Nicolò Bianconi, Lemuria: il mito di un continente e la realtà di un impero, su vulcanostatale.it, 2025.
  9. 1 2 3 4 (EN) Root-Races, su theosophy.world.
  10. 1 2 Rudolf Steiner, La scienza occulta, § 4, L'evoluzione del mondo e dell'uomo, 1910. Cfr. anche Rudolf Steiner, Angeli all'opera, su Pietro Archiati (a cura di), media.liberaconoscenza.net, traduzione di Giusi Graziuso, O.O. 105, PensareLibero, 2008 [1908].
  11. (EN) Third Root-Race, su theosophy.wiki.
  12. (EN) Pitris, su theosophy.wiki.
  13. Pelt, La Storia arcaica della Razza Umana, § 3.
  14. Pelt, La Storia arcaica della Razza Umana, § 5.
  15. Pelt, La Storia arcaica della Razza Umana, § 1.
  16. Fabrizio Fiorini (a cura di), Rudolf Steiner e la mystica aeterna, Udine, Mimesis, 2022, p. 97.
  17. Rudolf Steiner, Dalla cronaca dell’akasha, Editrice Antroposofica, 2016, p. 48, ISBN 978-88-7787-411-5.
  18. Steiner, p. 104
  19. Rudolf Steiner, Il Vangelo di Giovanni, Editrice Antroposofica, 2014, p. 41, ISBN 978-88-7787-427-6.
  20. Il neonato ha tuttora la capacità di respirare e succhiare simultaneamente, capacità che si atrofizza successivamente con l'abbassamento della laringe necessario per parlare. In accordo con la teoria Haeckeliana che l'ontogenesi ricapitola la filogenesi, Steiner interpreta questa capacità come un residuo del precedente stadio evolutivo della razza umana.
  21. Steiner, pp.107-108
  22. Steiner, p. 156
  23. p. 122 (2010)
  24. Steiner p. 160
  25. A Dweller on Two Planets Index, su sacred-texts.com. URL consultato l'8 febbraio 2025.
  26. I Remember Lemuria Index, su sacred-texts.com. URL consultato l'8 febbraio 2025.
  27. Lemuria, la Città Dimenticata, su db.yugioh-card.com, nel gioco di carte collezionabili Yu-Gi-Oh!. URL consultato il 26 dicembre 2024.
  • (EN) Frederick Spencer Oliver, A Dweller on Two Planets, 1905
  • (EN) Sumathi Ramaswamy, The Lost Land of Lemuria: Fabulous Geographies, Catastrophic Histories, University of California Press, 2004, ISBN 0-520-24032-4
  • (DE) Melchior Neumayr, 3, in Leipzig & Wien Bibliographisches Institut (a cura di), Erdgeschichte (Erdgeschichte : Neumayr, Melchior, 1845-1890 : Free Download, Borrow, and Streaming), 1886.
  • Rudolf Steiner, Universo, terra, uomo (Welt, Erde und Mensch, deren Wesen und Entwickelung, sovie ihre Spiegelung in dem Zusammenhang zwischen iiuptischem Mythos undgegenwürtiger Kultur), Milano, Editrice Antroposofica, 2005 ISBN 88-7787-370-1.
  • Rudolf Steiner, Gerarchie spirituali e loro riflesso nel mondo fisico: Zodiaco, Pianeti, Cosmo, traduzione di Lina Schwarz, Opera Omnia n. 110, Milano, Editrice Antroposofica, 2010 ISBN 978-88-7787-393-4.
  • Gertrude W. van Pelt, La Storia arcaica della Razza Umana (PDF), traduzione di Nicola Fiore, Theosophical University Press, 2016 [1934].

Testi critici

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  • Lyon Sprague De Camp, Il mito di Atlantide e dei continenti scomparsi (Lost Continents- The Atlantis Theme, 1954, 1970), Fanucci, 1980.

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