Challenger 1
| FV4030 Challenger 1 | |
|---|---|
| Descrizione | |
| Tipo | MBT |
| Equipaggio | 4 (capocarro, pilota, cannoniere, servente) |
| Data entrata in servizio | 1983 |
| Data ritiro dal servizio | 2001 (Regno Unito) 2023 (Giordania) |
| Utilizzatore principale | |
| Altri utilizzatori | |
| Dimensioni e peso | |
| Lunghezza | 11,5 m |
| Larghezza | 3,51 m |
| Altezza | 2,95 m |
| Peso | 62 t |
| Propulsione e tecnica | |
| Motore | diesel Perkins Condor CV12 TCA |
| Potenza | 1200 hp |
| Rapporto peso/potenza | 19 hp/t |
| Trazione | cingolata |
| Sospensioni | idropneumatiche |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 56 km/h |
| Autonomia | 450 km |
| Armamento e corazzatura | |
| Apparati di tiro | visore termico e sistema di controllo del tiro TOGS |
| Armamento primario | cannone L11A5 a canna rigata da 120 mm con 64 colpi |
| Armamento secondario | mitragliatrice coassiale L8A2 da 7,62 mm, mitragliatrice antiaerea L37A2 da 7,62 mm; disponibilità di 4000 colpi |
| Corazzatura | composita Chobham |
| Battletanks.com[1] | |
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Il Challenger 1 è stato il principale carro armato da combattimento in forza al British Army tra il 1983 e la metà degli anni novanta. Fino al 2023 è stato usato anche dalle forze armate giordane sotto il nome di Al Hussein.
Storia
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Il carro armato Challenger 1 era costruito dalla Royal Ordnance Factories (ROF). Venne progettato dalla MVEE (Military Vehicles and Engineering Establishment), vicino a Chobham nel Surrey, in risposta alla richiesta originaria iraniana di una versione potenziata del carro Chieftain all'epoca in loro possesso.[2] I carri iraniani in servizio allora erano il Chieftain Mk.5, con un ordinativo per le nuove versioni derivate Shir 1 e Shir 2, che però non furono mai consegnate a causa della rivoluzione islamica. Infatti, con la caduta dello Shah in Iran, e il fallimento del progetto MBT80, il Regno Unito era diventato l'unico possibile acquirente del nuovo carro armato, sviluppato in seguito dalla MVEE per il diverso bisogno di un carro nell'Europa centrale.[3] Per un breve periodo il carro era stato chiamato Cheviot, perché nella seconda guerra mondiale era già stato realizzato un carro con il nome Challenger, anche se si trattava di un carro incrociatore dalle caratteristiche differenti.
La parte più rivoluzionaria di questo carro armato è stata l'adozione della corazza composita Chobham sulla parte frontale dello scafo e la torretta, di gran lunga più resistente della normale corazza omogenea laminata in acciaio (RHA) che era d'ordinanza in tutti i carri dell'epoca.[4] Questa corazza è stata usata anche da diversi MBT di altre nazioni, come gli Stati Uniti per il loro M1 Abrams e la Germania con i loro Leopard 2. Per mostrare le sue capacità, il Challenger 1 ha partecipato immediatamente alla competizione del Canadian Army Trophy nel 1987 tenutasi a Grafenwöhr in Germania, ma il sistema di controllo del tiro e di visione non si sono rivelati soddisfacenti e lo hanno fatto finire all'ultimo posto nella classifica contro gli altri carri. Ma in seguito con nuovi aggiornamenti questi problemi iniziali sono stati risolti.[5]

Successivamente fu presentata dal Ministero della Difesa la richiesta per un nuovo carro armato con precisi requisiti. Le proposte avanzate per soddisfare le nuove specifiche includevano un Challenger migliorato costruito dalla Vickers, l'americano M1 Abrams, il francese Leclerc e il tedesco Leopard 2. Alla fine fu scelto il progetto della Vickers, chiamato Challenger 2, che venne definitivamente approvato. Questo carro armato era molto più efficace del predecessore e, anche se manteneva lo scafo progettato dalla MVEE, presentava una nuova torretta e una corazza Chobham ancora più avanzata, questa volta presente anche nella parte laterale dello scafo.
Venne costruita anche una versione del Challenger senza torretta per il tiro antiaereo.[6]
Impiego operativo
[modifica | modifica wikitesto]Il carro armato Challenger 1 entrò in servizio nell'esercito britannico nel 1983.[6] Durante la prima guerra del Golfo 180 carri di questo modello sono stati impiegati dalla 1ª Divisione Corazzata britannica nel corso dell'Operazione Granby, riuscendo a distruggere 300 carri iracheni al costo di uno soltanto messo fuori combattimento. Inoltre, nella battaglia di Norfolk, un Challenger colpì un carro iracheno alla distanza di 5,1 km, distruggendolo e stabilendo il record per aver effettuato l'annientamento di un altro mezzo corazzato alla distanza più lunga nella storia.

I carri armati Challenger sono stati usati in Bosnia e nell'Operazione Joint Guardian, l'operazione condotta dalla NATO in Kosovo.[7]
Giordania
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1999 il governo giordano decise l’acquisizione di 44 carri armati Challenger 1, denominati localmente Al Hussein, di cui 32 erano di nuova fabbricazione e 12 provenienti dal surplus del British Army.[8] I nuovi mezzi entrarono in servizio in quello stesso anno presso il 7º Battaglione della 99ª Brigata "Wasfi Al Tal" di stanza ad Aqaba.[8] Nel corso degli anni successivi vi furono ulteriori acquisizioni per un totale di 402 mezzi, gran parte dei quali soggetta a un programma di ammodernamento condotto a cura dell’Istituto giordano di Ricerca e Produzione Militare KADDB (King Abdullah Design and Development Bureau).[8] L’originale cannone ROF L11A5 a canna rigata da 120 mm è stato sostituito con un pezzo dello stesso calibro RUAG L50 Compact Tank Gun abbinato al sistema di imaging TOGS (Thermal Imaging and Gunnery Sight) montato sul lato destro della torretta.[8] Inoltre è stato introdotto un sistema di condotta del tiro Raytheon FCS e sono stati modificati tutti i sensori e gli scanner.[8] Oltre ai due battaglioni carri della 99ª Brigata "Wasfi Al Tal" (7° e 9°), i mezzi sono stati assegnati in servizio ad altri 6 battaglioni carri in forza alle tre brigate (40ª "Re Hussein Bin Talal", 60ª "Principe Hassan" e 91ª) della 3ª Divisione "King Abdullah II".[8]
Versioni
[modifica | modifica wikitesto]- Challenger 1 Mk 1: versione iniziale.
- Challenger 1 Mk 2: versione con TOGS (Thermal Observation Gunnery Sight).
- Challenger 1 Mk 3: modifiche nella sistemazione delle munizioni.
- Challenger 1 Warfighter: versione con corazza addizionale nel frontale dello scafo e la prima parte delle gonne.[9]
- Al Hussein: versione prodotta in Giordania dalla KADDB per conversione operativa di carri Challenger 1, dotata di nuovo cannone Ruag L50 Compact Tank Gun da 120 mm, sistema di condotta del tiro Raytheon FCS e sistema di imaging TOGS (Thermal Imaging and Gunnery Sight).
Utilizzatori
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Regno Unito: rimpiazzati dai Challenger 2.
Giordania: 402 conosciuti con il nome di Al Hussein, esistono anche alcune varianti locali.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ 1983 - Great Britain Challenger 1 MBT, su battletanks.com. URL consultato il 19 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2001).
- ↑ Hogg 1984, p. 24.
- ↑ Griffin 2014, pp. 3-5.
- ↑ Hogg 1984, p. 25.
- ↑ Dunstan 1998, p. 18.
- 1 2 Challenger 1 Main Battle Tank, su globalsecurity.org. URL consultato il 19 marzo 2013.
- ↑ Challenger Main Battle Tank (UK), su historyofwar.org. URL consultato il 19 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2018).
- 1 2 3 4 5 6 Palmas 2016, p. 52.
- ↑ Copia archiviata, su jedsite.info. URL consultato il 19 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2008).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Simon Dunstan, Challenger Main Battle Tank 1982-97, Oxford, Osprey Publishing, 1998, ISBN 978-1855324855.
- Robert Griffin, Challenger 1 Main Battle Tank: The Tankman's Experience Continues, Varsavia, Kagero Publishing, 2014, ISBN 978-8362878956.
- Robert Griffin, Challenger 1: British Main Battle Tank of the Gulf War, Barnsley, Pen & Sword, 2019, ISBN 978-1526756558.
- Ian V. Hogg, I mezzi corazzati, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1984.
Periodici
[modifica | modifica wikitesto]- Francesco Palmas, L'esercito giordano, un pilastro di stabilità nazionale, in Panorama difesa, LXVIII, n. 358, Firenze, Ed.A.I. srl., dicembre 2016, pp. 48-55.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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