QV88
| Tomba del principe Ahmose QV88 | |
|---|---|
| Civiltà | egizia |
| Utilizzo | Tomba |
| Epoca | inizio della XVIII dinastia egizia |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | Luxor |
| Scavi | |
| Data scoperta | 1903 |
| Date scavi | 1903 |
| Archeologo | Ernesto Schiaparelli |
| Amministrazione | |
| Patrimonio | Valle delle Regine, Necropoli di Tebe |
| Mappa di localizzazione | |
| |
La tomba del principe Ahmose, nota anche con la sigla QV88, è una tomba dell'antica civiltà egizia situata in una valletta secondaria della Valle delle Regine, detta "valletta del principe Ahmose", nella necropoli tebana, sulla riva occidentale del Nilo di fronte a Luxor, in Egitto.[2] Fu scavata all'inizio della XVIII dinastia egizia per Ahmose, un feto umano mummificato qualificato come "figlio del re".[2][3][4]
La sepoltura è rilevante perché conserva la memoria di un membro giovanissimo della famiglia regale all'inizio della XVIII dinastia, noto attraverso le iscrizioni del corredo funerario.[5] Il titolo di "figlio del re" non permette però di stabilire se il defunto fosse figlio o nipote di un sovrano; il suo rapporto preciso con la famiglia reale rimane incerto.[5]
Titolare
[modifica | modifica wikitesto]La tomba fu destinata ad Ahmose, un feto umano mummificato che le iscrizioni dei vasi canopi e degli ushabti qualificano come "figlio del re".[5] Nelle stesse iscrizioni compaiono anche i nomi dei genitori, Nebesu e Ian, non noti da altre fonti; poiché il titolo di "figlio del re" poteva essere attribuito anche a un nipote di re, il legame tra Ahmose e la famiglia reale dell'inizio della XVIII dinastia non può essere definito con certezza.[5] Secondo Schiaparelli, la mummia era stata aspersa con olio profumato e avvolta in lino fine.[5][6] Nel 2016 il feto mummificato era esposto nella tomba di Amonherkhepshef (QV55).[6]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La sepoltura appartiene alla fase iniziale della XVIII dinastia e rientra nel gruppo delle tombe scavate nelle valli laterali della Valle delle Regine.[3][4] La diramazione in cui si trova QV88 prese il nome dal defunto e fu indicata nella documentazione archeologica con il nome di "valletta del principe Ahmose".[1] Nello stesso settore furono scavate altre quattro tombe, i cui accessi risultano visibili nella documentazione fotografica della missione italiana dopo i lavori del 1903.[1]
Scavi
[modifica | modifica wikitesto]La tomba fu scoperta nel 1903 dalla missione italiana diretta da Ernesto Schiaparelli.[2][6] Gli scavi riportarono alla luce il corredo funerario che permise di identificare il defunto, insieme al corpo mummificato deposto in una cassetta di legno avvolta nel lino.[5][6] La tomba fu poi documentata dalla missione congiunta del Getty Conservation Institute e del Consiglio supremo delle antichità egiziane tra il 2006 e il 2008.[2][6]
La documentazione fotografica della missione italiana mostra la liberazione della valletta e il trasporto delle antichità nel settore delle tombe, dove QV88 compare insieme agli accessi vicini.[1][7]
- Risultato degli scavi nel settore di QV88; gli accessi della tomba e di altre quattro sepolture sono visibili uno accanto all'altro. Scavi Schiaparelli, 1903, Archivio fotografico del Museo Egizio, Torino (C00745).[1]
- Gruppo di operai egiziani con cammelli durante gli scavi della Valle delle Regine, presso l'accampamento della missione italiana; sullo sfondo sono visibili gli ingressi di quattro tombe nella stessa valletta. Scavi Schiaparelli, 1903-1913, Archivio fotografico del Museo Egizio, Torino - Museo di antropologia dell'Università di Torino (FMMA1192).[7]
Descrizione
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Esterno
[modifica | modifica wikitesto]QV88 si trova nella valletta laterale del principe Ahmose, una diramazione della Valle delle Regine.[1][2] L'accesso è costituito da un pozzo verticale scavato nel banco roccioso della valletta.[2][6]
Interno
[modifica | modifica wikitesto]La tomba fu tagliata nello scisto argilloso e comprende un pozzo verticale fortemente eroso, indicato con la lettera A nella planimetria, che conduce a una piccola camera funeraria non decorata, indicata con la lettera B.[2][6] L'impianto è quindi limitato al pozzo d'accesso e alla camera funeraria.[6]
Ritrovamenti
[modifica | modifica wikitesto]Tra i materiali rinvenuti figurano frammenti di bende di mummia, giare in alabastro e vetro, due vasi canopi frammentari iscritti e frammenti iscritti di ushabti.[5][6] Il corpo mummificato era deposto in una cassetta di legno avvolta nel lino; secondo la descrizione di Schiaparelli era stato asperso con olio profumato e avvolto in lino fine.[5][6] Nel 2016 il feto era esposto nella tomba di Amonherkhepshef (QV55).[6] Le iscrizioni dei vasi canopi e degli ushabti riportavano il nome di Ahmose e dei suoi genitori, Nebesu e Ian; il titolo di "figlio del re" non permette però di stabilire con certezza il rapporto tra il defunto e la famiglia reale dell'inizio della XVIII dinastia.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 Valletta del Principe Ahmose, su Archivio fotografico del Museo Egizio, Museo Egizio. URL consultato il 22 giugno 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) QV88, Prince Ahmose, su Theban Mapping Project. URL consultato il 22 giugno 2026.
- 1 2 Demas e Agnew, 2012, pp. 20, 29, 233
- 1 2 Demas e Agnew, 2016, pp. 29, 134
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Demas e Agnew, 2012, p. 29
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Demas e Agnew, 2016, p. 134
- 1 2 Trasporto antichità, su Archivio fotografico del Museo Egizio, Museo Egizio. URL consultato il 22 giugno 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Martha Demas e Neville Agnew (a cura di), Valley of the Queens Assessment Report, Volume 1: Conservation and Management Planning (PDF), Los Angeles, Getty Conservation Institute, 2012, ISBN 9781937433406.
- (EN) Martha Demas e Neville Agnew (a cura di), Valley of the Queens Assessment Report, Volume 2: Assessment of 18th, 19th, and 20th Dynasty Tombs (PDF), Los Angeles, Getty Conservation Institute, 2016, ISBN 9781937433369.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Valletta del Principe Ahmose, su Archivio fotografico del Museo Egizio, Museo Egizio.

